L'avventura di Microsoft su smartphone si è finora rivelata un fiasco. Dal 2010 in poi, si sono susseguiti vari tentativi di far breccia nel mercato, come terzo incomodo tra Android e iOS. Se eccettuiamo il buon momento avuto per qualche anno in Italia e pochi altri Paesi, probabilmente anche grazie all'importante reputazione di Nokia, nessuna strategia è riuscita. Gli intenti di partenza non erano male, Windows Phone dava buone prospettive anche per il fatto di essere diverso dagli altri due sistemi operativi, tanto graficamente quanto funzionalmente. Purtroppo numerosi errori commerciali, uniti al poco interesse da parte dei produttori di app e agli avanzamenti più rapidi dei rivali, hanno formato la storia che oggi conosciamo. Oggi a Redmond si compie un altro atto di questa ritirata, col termine del supporto a Windows Phone 8.1.

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Su vari siti è stata interpretata come la fine di Windows Phone, sebbene tecnicamente ciò non sia corretto. Oggi è cessato il supporto attivo (o quello che ne rimaneva) a una delle versioni del sistema Microsoft. Windows 10 Mobile rimane supportato, nonché in commercio sui pochi dispositivi ancora rimasti nei negozi. Ciò che succede oggi non presenta nemmeno uno scenario davvero apocalittico: come quasi sempre in questi casi, il termine del supporto non coincide col termine del funzionamento del software. I terminali con Windows Phone 8.1 continueranno a funzionare come hanno sempre fatto, e finché gli sviluppatori lo prevederanno si potranno scaricare e aggiornare le applicazioni. Se guardiamo la schermata home soprastante, varie app (ultima in ordine temporale Evernote) hanno a loro volta già cessato il supporto, mentre altre rimarranno mantenute, come WhatsApp (il termine del 31 dicembre 2017 riguarda infatti Windows Phone 8.0, non la 8.1; per chi ha un Lumia ancora dotato della 8.0 basterà aggiornare per stare tranquilli). Semplicemente, Microsoft non rilascerà più bugfix o pacchetti di funzionalità per il sistema operativo. Un parallelismo lo si può fare con un iPhone che non riceve più nuove versioni: funzionerà e sarà in grado di sfruttare l'App Store. Gli effetti si vedranno più a lungo termine, quando anche gli ultimi software terzi smetteranno dapprima di ricevere aggiornamenti e dunque di funzionare, perché rimasti a versioni troppo anziane.

Windows Phone 8.1 è morto. Anche se in realtà possiamo dire che Windows Phone, 8.x e 10, era già morto. Microsoft non ci crede più nel rilancio, perlomeno nella forma attuale. Quanto rimasto in supporto è di fatto un tecnicismo, come già menzionato alcune righe sopra. Probabilmente avrà un'ulteriore reincarnazione, che orbiterà attorno alla versione completa per ARM di Windows 10, con un'interfaccia adattabile a qualsiasi dispositivo e contesto. Resta da vedere se gli utenti avranno di nuovo voglia di dare fiducia. Le promesse sono state infrante non una, ma due volte. Anzi, tre se contiamo pure il benservito che ricevettero i possessori di smartphone con Windows Phone 7.x in vista del passaggio a 8. Un quarto flop sarebbe indigeribile.