Poco fa vi parlavo dello sviluppo delle azioni della Commissione Europea contro Apple (ed Amazon), rea di aver usufruito di un regime fiscale particolarmente vantaggioso in Irlanda, tanto da poter essere considerato aiuto di Stato, vietato dai trattati costitutivi dell'Unione. Quei regimi fiscali, però, non sono stati ottenuti in seguito a favoritismi ad personam, ma ad una contrattazione fra il governo locale e la società che si impegnava ad assumere quanti più lavoratori irlandesi possibile: di fatto, quello che l'erario non avrebbe incassato per l'imposizione diretta sul fatturato aziendale, lo avrebbe recuperato dal costo sul lavoro, garantendo, peraltro, ai propri cittadini un minor livello di disoccupazione.

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Anche in altri continenti alcuni Stati preferiscono seguire strategie simili: è il caso dell'India che, proprio oggi, starebbe considerando la possibilità di offrire ad Apple l'esenzione fiscale completa per i prossimi 10 anni, purché la società apra nuovi negozi, oltre a commissionare la produzione dei propri dispositivi alle aziende locali. Cupertino è già indirettamente presente sul territorio indiano tramite Wistron, una delle aziende che si occupa dell'assemblaggio di iPhone SE. Il trattamento offerto ad Apple è lo stesso di cui hanno già usufruito OPPO e Xiaomi, presenti con i loro negozi flagship su tutto il territorio indiano: infatti, nonostante lì operino giganti dell'e-commerce come Amazon, il mercato offline è ancora vivo e fiorente, visto che la maggior parte degli abitanti preferisce acquistare i beni elettronici in negozio. Apple, inoltre, potrebbe approfittare dell'occasione per aprire nuovi store offrendo la loro esperienza tipica invece che affidarsi a società terze per la distribuzione e la vendita.