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I casi in cui si possa dire "buona la prima" sono più unici che rari. Nella realtà è molto più facile che ci si avvicini lentamente alla perfezione, che rimane comunque un traguardo in divenire e mai del tutto compiuto. Sony ha iniziato un percorso non facile con le mirrorless fullframe ed era tutt'altro che scontato riuscire a convincere il mercato. Pur se con qualche peccatuccio di gioventù ed alcune lacune, gli utenti le hanno dato ragione ed erano evidentemente in molti ad attendere una fotocamera fullframe senza specchio. Mentre Canon e Nikon sembrano contenti di soddisfare solo la propria clientela, assistendo anche a numerose defezioni in favore di Sony (o Fujifilm, Olympus, ecc..), la prima A7 si è fatta in tre con la presentazione delle varianti S ed R e poi in sei con l'arrivo della seconda generazione per tutte. Ormai l'azienda ha abbondantemente tastato il polso del mercato ed ha risposto alla domanda di maggiore professionalità con la Sony A9.

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Ma è arrivato il momento di rinnovare anche la serie "minore" con la Sony A7R Mark III. Iniziamo subito col dire che il sensore non è cambiato, rimane l'ottimo CMOS retroilluminato da 42,4 MP, ma sono migliorate le prestazioni ed è ora possibile raggiungere i 10 scatti al secondo con autofocus completo oppure 8 mantenendo il live view attivo in stile A6500 (recensione). La gamma dinamica massima è di 15 stop con registrazione RAW a 14-bit, ma si scende a 12-bit impostando la raffica più veloce.

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La stabilizzazione a 5 assi sul sensore promette un vantaggio di 5,5 stop mentre l'AF è quello della serie A7R, con 399 punti AF con rilevamento di fase e 425 per contrasto, che Sony dichiara di aver reso ancora più efficiente dal punto di vista del tracking. Per quanto riguarda il video dobbiamo constatare che la GH5 rimane ancora l'unica ad avere il 4K@60fps, in quanto anche la A7R III si ferma a 25/30, mentre è possibile raggiungere i 100/120fps in FullHD. Permane la modalità opzionale di registrazione Super35, che lavora su un crop simile alla dimensione dell'APS-C e consente di offrire una qualità superiore rispetto alla lettura completa del sensore. La A7R III è anche la seconda fotocamera (dopo la GH5) a supportare la registrazione Hybrid Log Gamma, con la quale si salva un file flat e le informazioni per ottenere la resa HDR sui TV compatibili.

Altra piccola novità è il multi scatto con pixel shift, funzionalità simile a quella presente nelle Pentax ed Olympus, grazie alla quale la fotocamera riesce a registrare tutte le informazioni colore per ogni pixel, spostando leggermente il sensore in modo da superare i limiti del pattern Bayer. Tuttavia la Sony A7R III ha il grosso limite di non effettuare la miscelazione on camera e richiede il download di un software per computer appositamente realizzato.

Lo schermo posteriore inclinabile è un 3" touch screen, che consente il classico tap-to-focus, mentre il mirino è direttamente ereditato dalla A9, con un display OLED da 3,69 milioni di punti per una visione di altissima qualità. Il corpo rimane sostanzialmente invariato nei volumi, cosa che un po' dispiace visto che l'impugnatura è comoda ma troppo vicina alla baionetta, con il rischio di toccare il barilotto degli obiettivi più voluminosi.

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Tuttavia Sony è riuscita a compiere l'ennesimo miracolo di miniaturizzazione, poiché nello stesso spazio della A7R II è riuscita ad aggiungere il joystick posteriore per la selezione del punto AF, l'uscita flash sync, una batteria più capiente ed il doppio slot per le memorie SD UHS-II. Tutte novità importanti e molto attese, in particolare quella dell'autonomia che, con la batteria della A9, raggiunge ora i 600 scatti. Interessante anche la doppia porta di connessione USB-C/microUSB grazie alle quali si potrà anche effettuare la ricarica e l'alimentazione diretta del corpo durante l'uso. Il prezzo di tutte queste novità è di $3199+tasse, che in Italia sembra si tradurranno in 3500€.

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Insieme alla A7R III Sony ha presentato anche il nuovo zoom standard 24-105 f/4 G OSS. Questo si propone come compagno ideale per chi necessità di un tuttofare e condivide focali e apertura con uno dei più diffusi zoom Canon. Pesa poco più di 600 grammi ed include la stabilizzazione ottica ed un motore di messa a fuoco DDSSM, in grado di garantire precisione e silenziosità. Sono inoltre presenti elementi asferici ad alta precisione ed ED, così da ridurre al minimo le aberrazioni ottiche e cromatiche. Il nuovo obiettivo sarà disponibile a novembre, come il corpo macchina, ad un prezzo di circa 1500€.