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Siamo sinceri, ce la siamo cercata. Se inseguiamo il mito dell'immagine perfetta, analizziamo le fotografie al 100% e vogliamo sempre sapere quale sia il sensore migliore o l'obiettivo più incisivo, non possiamo lamentarci se un sito come DxOMark si è guadagnato un ruolo centrale in qualsiasi discussione sull'attrezzatura fotografica. Magari abbiamo persino provato un senso di appagamento avendo al collo il modello con il punteggio maggiore, oppure ci siamo detti che i numeri sono relativi per fare una bella foto, forse perché ci trovavamo ad usare una fotocamera nella parte bassa della classifica. Noi recensori siamo colpevoli di ricorrere troppo spesso ai risultati di DxO, perché sicuramente professionali e difficilmente replicabili, ma la maggior parte dei lettori interessati all'argomento andrebbero comunque a controllarli da soli. Quando mi capita di partecipare ad un evento touch&try, spalla a spalla con i rappresentati dei più importanti brand fotografici, noto che gli interessati ci pongono spesso domande "trabocchetto", come per sondare le nostre conoscenze. E nella maggior parte di questi casi il nome che viene fuori è proprio DxOMark. Io le mostro le loro comparazioni sui sensori, nella speranza che possano fornire un dato oggettivo da usare come base di partenza per discutere, ma non ho mai apprezzato il punteggio sintetico. E non lo dico solo in termini teorici dal momento che ho quasi esclusivamente fotocamere che loro considerano scarse o non considerano affatto (Panasonic, Fujifilm, Canon). Per questo con Alessio Andreani abbiamo pubblicato due articoli per spiegare come interpretare quei numeri, uno sui sensori nel 2012 e l'altro sugli obiettivi nel 2013. Ma seppure i test siano eseguiti con un buon rigore scientifico, la sola scelta di quanti e quali eseguire e di come questi incidano nella media, fa perdere una realistica oggettività.

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Parliamo di smartphone, adesso, mantenendo l'attenzione su DxO e i test che esegue da qualche anno sulle loro fotocamere. Sono stato contattato da un utente che mi chiesto com'è possibile che l'iPhone X abbia ottenuto un valutazione del 101% per le foto. Si tratta di un errore più comune di quel che si possa immaginare, indotto dal fatto che gli attuali punteggi complessivi siano proprio prossimi a 100 ma non superiori. In realtà è intuibile che non si tratti di una percentuale, perché altrimenti saremmo già prossimi alla perfezione e non ci sarebbe modo di valutare i miglioramenti futuri, ma l'errore di valutazione è effettivamente plausibile. Di qui a qualche anno i risultati superiori al 100 dovrebbero diventare la norma e non capiterà più che qualcuno si confonda, ma il problema di fondo è come questi vengano calcolati. Qualcuno se l'è mai chiesto? Negli articoli che abbiamo scritto abbiamo provato a spiegare la metodologia usata per le macchine fotografiche e quella per gli smartphone è simile (a mio avviso un po' meno rigorosa a giusta ragione).

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Il punto è che dovendo mettere sullo stesso piano modelli completamente diversi per specifiche, devono prima normalizzare i risultati e poi decidere cosa analizzare. Però, giusto per fare un esempio, nella valutazione dell'iPhone X vediamo un 85 per il Flash ma una persona che non lo usa mai (io) troverà un giudizio globale inutilmente alterato da questo fattore. Le eccezioni sono tantissime ed il solo fatto di non poter dare un valore oggettivo a cose come le Live Photos, Effetto Ritratto, Luce o Lunga Esposizione, la dice lunga sulla validità di queste prove.

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Il Pixel 2, che molti hanno immediatamente bollato come nettamente superiore, stando a DxO sarebbe superiore nei video ma non nelle foto. E volete sapere dove si posiziona il Galaxy S8? Molto al di sotto...

dxo-s8-testIl punto è che, a mio avviso, dovremmo un po' tutti smetterla di eseguire questo tipo di prove asettiche e che non tengono conto di aspetti determinanti, anche se questi vanno giudicati soggettivamente. Voglio fare un ultimo esempio, richiamando alla mente il Sony Xperia Z5, che nel 2015 sembrava essere il cameraphone definitivo. Nella mia recensione ho parlato malissimo della parte fotografica e, come spesso mi succede, ho attirato le invettive di tutti quelli che si vedono due video in inglese su YouTube e pensano di sapere tutto. Le mie critiche erano incentrate su un software penoso che rendeva faticoso, scomodo e persino frustrante usare la fotocamera degnamente. Si può non considerare questi aspetti come determinanti nella valutazione complessiva? Io dico di no e per questo vorrei modificare il famoso detto "la fotocamera migliore è quella che hai sempre con te" con il mio

la fotocamera migliore è quella che hai il piacere di usare

Ovvio che non deve fare schifo, ma stare lì a distaccare il buono dal buonissimo sta diventando un esercizio davvero stucchevole. Esercizio che ovviamente non mancherò io stesso di eseguire per le future recensioni... altrimenti so già che mi lincereste. Però spero che queste parole arrivino a qualcuno, stimolandolo ad andare al di là dei numeri. Anche fosse una sola persona, mi riterrei soddisfatto.