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Quando si dice tavoletta grafica, si dice Wacom. Io ho iniziato molto presto ad interessarmi di computer e le vedevo in tutti gli studi grafici, ma la prima che ho utilizzato è stata la Graphire2 Pen & Mouse: era il 2001. Non sono un disegnatore ma l’ho trovata utilissima con Photoshop e ancora di più con Fireworks (prima che venisse acquisito da Adobe insieme a tutta Macromedia e in seguito ucciso per portare avanti Illustrator). Ad oggi distinguerei due principali tipologie di tavolette grafiche: la prima è quella tradizionale, che si usa mantenendo gli occhi sullo schermo del computer, la seconda include il display e permette di disegnare direttamente su questo. Parlo ovviamente delle CintiQ, che sono ormai uno standard de facto per ogni disegnatore, ma Wacom ha tirato fuori dal cilindro una “terza via” con le nuove Intuos Pro Paper Edition.

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In sostanza si tratta delle ottime tavolette della linea Intuos Pro a cui sono state aggiunte delle funzionalità di disegno derivate – e migliorate – da quelle già viste su Bamboo Slate o Spark. Proprio per questo motivo le Paper Edition sono state realizzate solo per i modelli con un’area attiva di dimensioni ragionevoli per l’uso a mano libera, ovvero la Medium (A5) e la Large (A4). Noi abbiamo provato quest’ultima grazie a Wacom e Graphiland, e quando dico “noi” intendo io e Daniele Scarfone, disegnatore ed animatore che mi ha già supportato nel confronto tra iPad Pro e Surface Pro 4.

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La confezione sottolinea questa doppia anima essendo divisa in due parti che si aprono a libro, una dedicata al disegno su carta e l’altra al computer. Quest’ultima è la principale in quanto è qui che si trova la tavoletta insieme al cavo USB, la penna Wacom Pro Pen 2 e la sua basetta, oltre ad un piccolo blocco con manuale di avvio rapido e quattro anelli colorati che si possono usare per decorare e personalizzare la penna.

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Nell’altra troviamo 10 fogli A4 con una pinza per agganciarli alla tavoletta, la penna Wacom Finetip con punta da 0,4mm ed un astuccio da trasporto. Anche qui vi è un piccolo blocchetto con informazioni utili per iniziare, al cui interno si trovano tre ricariche con inchiostro gel di colore nero (non esistono di altri colori).

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La tavoletta è incredibilmente sottile, specie considerando che contiene la batteria, ed è realizzata e rifinita perfettamente. Su uno dei lati corti si trovano otto pulsanti personalizzabili ExpressKey divisi in due gruppi da quattro con al centro la rotella Touch Ring sensibile al tocco, che si usa in modo simile alla click wheel degli iPod. L’utente potrà scegliere l’orientamento che più preferisce, per questo non ho specificato la localizzazione spaziale dei tasti, anche se io preferisco tenerli sulla sinistra.

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La tavoletta è imponente con i suoi 43 x 29 cm e l’area sensibile è di 31 x 21,5 cm, adatta ad ospitare adeguatamente sia fogli US Letter che A4. La base di supporto della Pro Pen 2 si apre in basso con una rotazione e contiene dieci punte di ricambio disposte a raggiera: sei come quella in dotazione e quattro più ruvide. La superficie della tavoletta scorre bene ma non è proprio liscissima. Wacom la definisce “standard” ma è sostituibile con quelle “rough” o “smooth” acquistabili separatamente (le quali si possono toccare con mano grazie ad un cartoncino dimostrativo inserito nella confezione).

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Passando invece alla Finetip, cioè la penna “vera” che scrive, questa ha un inchiostro destinato a consumarsi, così come quello delle tre ricariche fornite in bundle, ma le successive si possono comprare al giusto prezzo di 10€ in kit da 5, per cui Wacom è stata molto attenta a non spennarci con i consumabili. La Finetip è simile alla china con una punta da 0,4mm, ma è disponibile anche la Wacom Ballpoint Pen che è sostanzialmente una penna a sfera, ma ha un costo importante di 112,67€.

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L’accensione avviene con il tasto di lato e bisogna premere quello al centro del Touch Ring per alcuni secondi in modo da far partire il pairing Bluetooth con il computer (su cui conviene avere già installato i driver Wacom). Dopo l’abbinamento si potrà immediatamente utilizzare la penna in modalità mouse ed accedere al pannello dedicato che apparirà nelle Preferenze di Sistema (io l’ho provata solo su Mac).

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Ammetto che ci può perdere tra le impostazioni disponibili, ma nessuna di questa sta lì per caso. Ad esempio io ho trovato utile ridurre leggermente la sensibilità alla pressione, poiché avevo la sensazione di cliccare anche sfiorando la superficie della tavoletta. Ciò dipende dal fatto che questa Pro Pen 2 registra ben 8192 livelli di pressione che, andando a memoria, mi sembrano un assoluto primato per la categoria. Sia io che Daniele non abbiamo notato una grandissima differenza rispetto ai modelli con sensibilità dimezzata, ma va detto che distinguere l’ottimo dal superlativo è quasi impossibile.

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È invece stato piuttosto evidente a Daniele che la differenza di superficie rispetto alla sua Cintiq rende la risposta al tratto più simile a quella di una penna reale. Questo è decisamente un plus per il disegno artistico ma può essere un po’ più faticoso con le interfacce, almeno finché non ci si abitua. Ovviamente sono finezze che si notano nel momento in cui si usano tavolette grafiche ogni giorno, ma ricordo che si può modificare la superficie d’appoggio con l’acquisto di quelle più lisce o più ruvide.

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Via Bluetooth la risposta al movimento della penna è in leggero ritardo ed appare un po’ “elastica”. Può andar bene per qualche intervento al volo o per scaricare i disegni fatti con la Finetip (lo vedremo più avanti), per il resto è decisamente meglio connettere il cavo USB-C/USB-A sul lato della tavoletta. Inoltre consiglio di fare tutti gli aggiornamenti firmware richiesti prima di iniziare a lavorarci, perché ancora il funzionamento del Bluetooth mi sembra zoppicante. Ad un certo punto mi trovava due tavolette con diverso seriale pur avendone una sola, ma dopo tutti gli update ed un sano riavvio, tutto è rientrato nella norma.

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Una cosa che non ho ben capito è il perché della realizzazione di due aree di controllo distinte. Oltre all’applicazione che vedete qui sopra, da cui si gestiscono gli aggiornamenti e lo stato dei vari dispositivi, permane anche il pannello Wacom nelle Preferenze di Sistema. Anzi, se si clicca su una delle voci per la personalizzazione dalla prima app si viene proprio reindirizzati lì. Spero che riescano ad unire il tutto in un software unico perché così si crea solo confusione, anche se alla fine non rappresenta una limitazione o problematica reale nell’uso.

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Il tasto centrale del Touch Ring ci dà la possibilità di alternare quattro diverse funzioni a scelta per l’anello, che vengono mostrate in sovrimpressione con una gradevole grafica ad ogni cambiamento. Lo zoom si esegue ruotando in senso orario o antiorario, anche se devo segnalare una sensibilità da rivedere. Pur avendo testato tutte le opzioni disponibili, su Photoshop tende a riconoscere con un po’ di fatica il primo movimento per poi ingrandire di colpo. Peccato perché sarebbe stato utilissimo.

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Grazie agli altri 8 tasti ExpressKey ed alla possibilità di personalizzare le loro funzioni anche per singola app, il livello di produttività può aumentare moltissimo. Certo bisogna dedicarsi alcune ore per definire le priorità e ci vorrà qualche giorno per abituarsi e perfezionare il tutto, ma il risultato può essere davvero appagante e consentirci di ricorrere meno alla tastiera e al mouse. Altra cosa da non dimenticare è che la tavoletta supporta l’input tattile, un po’ come le pen&touch. Questo può essere attivato e disattivato all’occorrenza tramite un tasto dedicato oppure da software, così da evitare tocchi involontari. Devo dire che non è una funzionalità che reputo primaria in una tavoletta del genere, ma non crea problemi anche perché disattiva in forma automatica il rilevamento del tocco quando si avvicina la penna. E in alcuni casi, ad esempio per ingrandire o ruotare una foto, può risultare davvero comodo e più intuitivo rispetto altri comandi.

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Nell’uso in modalità tavoletta “classica”, la Intuos Pro si comporta divinamente, come le altre che riportano questo nome. Il tratto viene riconosciuto in modo fedelissimo e con una latenza molto bassa, andando a gestire bene anche l’inclinazione della punta con il supporto delle applicazioni. Per chi, come me, tende ad usarla anche come puntatore una volta connessa, è possibile scegliere tra movimento relativo (stile mouse) ed assoluto (che preferisco, anche se richiede la riduzione dell’area sensibile sul modello Large altrimenti si finisce per sbracciarsi da una parte all’altra). Da questo punto di vista, però, non ci sono particolari sorprese visto che è una Intuos Pro e “buon sangue non mente”.

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I modelli “Paper Edition” offrono anche una seconda modalità d’uso completamente diversa. Invece che muovere la penna sulla tavoletta con gli occhi sullo schermo, possiamo ritornare a guardare la carta e disegnare davvero. Basta mettere la pinza nella parte alta (si può lasciare sempre lì, volendo) e agganciare i fogli.

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Si può adoperare quella che si preferisce ma andrà benissimo anche la normale carta A4 usata per le stampanti, anche se consiglio di metterne sempre un piccolo blocchetto (una decina o giù di lì) per avere una base più naturale e preservare la superficie della tavoletta. La Finetip è comoda da usare e la punta da 0,4mm è adatta per moltissimi tipi di disegno. Ovviamente gli errori non sono semplici da gestire, per cui potrebbe essere utile fare prima uno schizzo a matita da usare come base di riferimento. La cosa molto importante è che tramite il pulsante al centro del TouchRing possiamo impartire due comandi: cambio pagina e aggiunta di un livello.

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Il primo si esegue con una singola pressione e mostrerà una + di colore verde ad indicare la presenza di un foglio completamente nuovo, il secondo è più interessante e va, in un certo senso, capito. Ovviamente non è come lavorare su un programma di grafica, per cui non abbiamo possibilità di spostarci avanti e indietro tra i livelli, ma ci vorrà poco per trovare il metodo di lavoro che più produttivo. Dopo aver definito bene le linea di contorno di un soggetto, si potrà ad esempio utilizzare la doppia pressione per passare su un livello differente ed aggiungere i dettagli e un altro ancora per le ombreggiature. L’idea è che comunque il risultato andrà finalizzato e colorato al computer, evitando sostanzialmente la fase di scansione del cartaceo con in il plus dei livelli.

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Daniele ha provato a fare un paio di schizzi, il primo più semplice e il secondo con una serie di linee sottili e sovrapposte, senza curarsi del fatto che queste dovevano essere digitalizzate. Il risultato è stato, almeno per noi, piuttosto sorprendente. Collegando la tavoletta al computer e lanciando l’applicazione InkSpace, questa ha automaticamente scaricato i disegni e li ha agganciati al nostro account. A quel punto è stato possibile visionare nel dettaglio i singoli livelli e persino tutta la fase di creazione step-by-step.

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Qui si possono eventualmente fare delle piccole modifiche oppure esportare i file, cosa che abbiamo fatto in formato adatto per Photoshop. Aprendo i disegni abbiamo notato un livello di dettaglio davvero elevato, del tutto simile ad una buona scansione a 300dpi ma senza i difetti della carta e dell’illuminazione.

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Inoltre rimane il plus dei livelli che, se ben separati fin dall’origine, possono portare ad avere dei tratti già differenziati per tipologia, andando ad aumentare lo spessore o colorarne alcuni in modo diverso da altri.

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Conclusione

L’ho già detto ma devo ripetermi, le Wacom non hanno bisogno di presentazioni e men che meno le Intuos Pro. Tutto quello che già si conosce di buono di questa linea di tavolette grafiche viene confermato pienamente in questa Paper Edition che aggiunge delle funzioni specifiche per il disegno che ci sono sembrate davvero efficienti. Guardare la carta mentre si traccia un tratto e vederlo veramente apparire grazie all’inchiostro, rimane un’esperienza più naturale e per certi versi gratificante. Inoltre non servono i fili per cui possiamo immaginare di usarla anche quando ci allontaniamo dal computer… sul divano, su una panchina al parco, in viaggio o dovunque si possa rivelare necessario o stimolante disegnare. Avere queste funzionalità aggiunte in un prodotto che già di per sé rappresenta il top della categoria è un plus non da poco. Il modello Large è sicuramente il più adatto per il disegno, supportando fogli A4 interi come base, ma è anche impegnativo per il collocamento ed il prezzo. Si parla infatti di 489€+IVA su Graphiland e anche se vi è la possibilità di risparmiare qualcosa per acquisti in ambito educational, il modello Medium con formato A5 al prezzo di 349€+IVA sembra rappresentare il miglior acquisto. Questo perché i 489€ si iniziano ad avvicinare parecchio ai 659€ della Cintiq 13HD, che non si pone in diretta concorrenza avendo specifiche diverse, ma forse offre un valore complessivo maggiore grazie allo schermo Full HD integrato.

Graphiland ha attivato una temporanea campagna promozionale specifica per tutta la linea Intuos Pro proprio oggi. Grazie a questa si ha uno sconto alla cassa di ben 90€ sul modello testato, per cui la Large Paper Edition costa 399€ + IVA. La riduzione di prezzo è di 70€ per la Large normale, 50€ per la Medium normale e Paper Edition. Tutti i prodotti scontati sono elencati su questa pagina.

PRO
+ Una soluzione completa per uso misto, sia al computer che in mobilità
+ Disponibilità di connessione senza fili con batteria integrata
+ Pro Pen 2 con sensibilità eccellente e tante punte di ricambio
+ Penna Finetip con Astuccio, Pinza e 3 ricariche
+ Supporto per l'uso touch con le dita (disattivabile se non lo si preferisce)
+ Ampissima possibilità di personalizzazione dei controlli
+ Possibilità di disegnare su carta comune e di salvare file con alta risoluzione e livelli
+ Si usa anche senza computer

CONTRO
- Prezzo importante
- Funzionalità via Bluetooth non perfetta (sarebbe meglio un dongle dedicato)
- Doppia app di gestione delle preferenze
- Il software Inkspace è lento

DA CONSIDERARE
| Con un solo acquisto si possono soddisfare esigenze di ogni tipo
| Il prezzo della Large si avvicina parecchio alla Cintiq più economica