Microsoft tenterà di recuperare terreno riducendo i prezzi di Windows agli OEM

Microsoft era la dominatrice dei sistemi operativi al tempo in cui esisteva una distinzione netta tra cellulari e computer, mondo mobile e desktop. Gli ultimi anni hanno visto prima la nascita di smartphone sempre più evoluti ed infine la creazione di un nuovo mercato a metà tra i due, quello dei tablet. In questo nuovo scenario Windows inizia a sentire scricchiolare il suo monopolio, anche perché si vendono sempre meno computer e sempre più dispositivi portatili. Nei tablet, in particolare, la diffusione dei sistemi operativi di Google ed Apple copre il 95% del mercato, lasciando a Windows un misero 5%. Satya Nadella, nuovo CEO Microsoft, ha valutato questi numeri e deciso una contromisura per il futuro: la drastica riduzione delle licenze windows OEM (ovvero quelle per i produttori).

satyanadella

Attualmente su un dispositivo da 250$ ben 50$ riguardano la licenza Windows, sia per smartphone che per computer. Ciò lascia spazio a Google in modo particolare, sia per Android che per i suoi Chromebook. Sappiamo che Apple è posizionata in tutt'altra fascia di mercato ma a Microsoft interessano i numeri per poter far breccia in questo mercato e quelli che si fanno nel settore entry-level sono decisamente più interessanti (Windows Phone insegna). Inoltre l'adozione di Windows 8 continua ad essere difficoltosa, molto più lenta di quanto non sia stata quella di Windows 7. Ecco che quindi la licenza OEM per dispositivi inferiori a 250$ costerà solo 17$, in questo modo si spingerà l'adozione del sistema operativo Microsoft da parte dei produttori e, sopratutto, i clienti otterranno prezzi più interessanti, sperando di favorirne l'acquisto con una maggiore competitività. Ovvio che così si ridurranno gli introiti ma in questo momento Windows non si può permettere di essere tagliato fuori da quel mercato che rappresenta il futuro dei computing in mobilità.

Maurizio Natali

Titolare e caporedattore di SaggiaMente, è "in rete" da quando ancora non c'era, con un BBS nell'era dei dinosauri informatici. Nel 2009 ha creato questo sito nel tempo libero, ma ora richiede più tempo di quanto ne abbia da offrire. Profondo sostenitore delle giornate di 36 ore, influencer di sé stesso e guru nella pausa pranzo, da anni si abbronza solo con la luce del monitor. Fotografo e videografo per lavoro e passione, seguimi su Instagram

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