La Creative Cloud ha aiutato a ridurre la pirateria

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Ci siamo più volte fermati a riflettere sul nuovo business model delle app in affitto, certi che non tutti hanno apprezzato la strada intrapresa da Adobe con la Creative Cloud. Usare le proprie applicazioni in abbonamento significa non essere proprietari di niente, ma al tempo stesso consente di avvicinarsi a software molto costosi con un piccolo canone mensile. Personalmente utilizzavo delle vecchissime versioni di Photoshop e Illustrator prima della Creative Cloud, sempre in dubbio se aggiornare o meno alle varie Creative Suite che si sono susseguite negli anni. Ho apprezzato molto l'idea di poter approcciare tutta la suite di applicazioni Adobe con un canone mensile inferiore alle 50€, per altro scaricabile dalle tasse per chi ha un'azienda. È stata a mio avviso un'idea vincente per avvicinare nuovi utenti e per fornire un servizio interessante a chi vuol essere sempre aggiornato, dal momento che con la Creative Cloud si ha diritto ad avere anche tutte le nuove versioni delle app finché si rinnova l'abbonamento. È molto allettante anche l'offerta per i fotografi, che con 12,99€ al mese possono utilizzare Photoshop e Lightroom, avendo le due app principali per il proprio lavoro con un canone esiguo. Il lato negativo è che non si è in possesso dei software che si utilizzano e se per qualche ragione si deve o si vuole smettere di pagare, improvvisamente ci si ritrova con un sacco di progetti che non possono essere aperti con altre app (salvo qualche rara eccezione). Tuttavia la formula sembra funzionare, non solo per attirare nuovi utenti ma anche per ridurre la pirateria. Certo, anche per le app CC si può aggirare la verifica online, e Photoshop rimane tra i software più "piratati", ma il fenomeno è in contrazione. Secondo quanto dichiarato dal Fabio Sambugaro, vice presidente responsabile di Brasile ed America Latina, in una intervista su BNAmericas, da quando è presente la Creative Cloud si è assistito ad una contrazione delle pirateria ed un'aumento del bacino di utilizzatori paganti. Evidentemente l'idea delle app in affitto è vincente e anche se non sono stati forniti dati a supporto di questa dichiarazione, è facilmente immaginabile l'impatto del nuovo business model anche solo guardandosi in giro, perché sono davvero in moltissimi ad aver sottoscritto la Creative Cloud.

Maurizio Natali

Titolare e caporedattore di SaggiaMente, è "in rete" da quando ancora non c'era, con un BBS nell'era dei dinosauri informatici. Nel 2009 ha creato questo sito nel tempo libero, ma ora richiede più tempo di quanto ne abbia da offrire. Profondo sostenitore delle giornate di 36 ore, influencer di sé stesso e guru nella pausa pranzo, da anni si abbronza solo con la luce del monitor. Fotografo e videografo per lavoro e passione, seguimi su Instagram

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