Risultati fiscali ancora in calo per il Q3 2016 di Apple

Apple ha reso noti da qualche minuto i propri risultati fiscali del Q3 2016, ovvero quello da aprile a giugno. Come l'azienda aveva previsto, si è assistito ad una contrazione su quasi tutti i fronti, prevalentemente lato hardware. Il fatturato nel secondo trimestre dell'anno è stato di 42,3 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 49,6 registrati nello stesso periodo del 2015. L'ago della bilancia è sempre l'iPhone, responsabile sia dei picchi positivi che di quelli negativi. In questo caso sono stati poco più di 40 milioni gli esemplari venduti, mentre erano stati 47 milioni lo scorso anno.

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Il modello SE non ha quindi mosso le acque più di tanto, anche se è impossibile prevedere come sarebbe andare le cose senza la sua presentazione. Questo è il secondo trimestre di seguito in cui si assiste ad un calo di vendite di iPhone, cosa che non era mai successa fin dalla sua presentazione.

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Prevedibili invece i risultati dell'iPad, le cui versioni Pro non sono state in grado di arginare il lento ma progressivo declino. 9,9 milioni gli esemplari venduti, contro i 10,93 dello scorso anno. Rimane il tablet di maggior successo, e con ampio margine, ma la sua longevità non gioca a favore del portafoglio di Cupertino, che ha portato iPad 2 del 2011 fino all'ultima versione di iOS disponibile ad oggi, ben 5 anni dopo.

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Non godono di buona salute neanche i Mac, complice il netto ritardo nell'aggiornamento dell'hardware. Apple ne ha venduti 4,2 milioni lo scorso trimestre, 500.000 in meno rispetto il 2015. Va invece molto bene tutto il settore servizi, cresciuto del 19% anno su anno. Visto l'enorme parco di dispositivi in circolazione, l'ecosistema software è molto florido e può essere un settore su cui puntare nel prossimo futuro. Le previsioni di Apple per il Q4 2016 sono ancora una volta in contrazione, con un fatturato possibile di 45.5/47.5 miliardi di dollari a fronte dei 51,3 del 2015.

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Maurizio Natali

Titolare e caporedattore di SaggiaMente, è "in rete" da quando ancora non c'era, con un BBS nell'era dei dinosauri informatici. Nel 2009 ha creato questo sito nel tempo libero, ma ora richiede più tempo di quanto ne abbia da offrire. Profondo sostenitore delle giornate di 36 ore, influencer di sé stesso e guru nella pausa pranzo, da anni si abbronza solo con la luce del monitor. Fotografo e videografo per lavoro e passione, seguimi su Instagram

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