Il visore AR/VR di Apple potrebbe vedere la luce nel 2020

Leggi questo articolo grazie alle donazioni di Federico Tonello, Matteo Capuzzi.
♥ Partecipa anche tu alle donazioni: sostieni SaggiaMente, sostieni le tue passioni!

In passato, Tim Cook ha dichiarato a più riprese che la società da lui guidata sta investendo molto nel campo delle tecnologie AR/VR, tanto da aver reso disponibile agli sviluppatori ARKit con iOS 11. Se, per ora, è necessario un iPhone o un iPad per poter godere delle meraviglie della realtà aumentata create da talentuosi sviluppatori, dal 2020 potrebbe bastare un visore AR/VR made in Cupertino.

Del nuovo dispositivo, nome in codice T288, se ne è già parlato molto in passato e, purtroppo, non sempre in maniera positiva: ricordo che un dipendente ha quasi perso la vista durante i test di un prototipo. Secondo CNET (via 9to5Mac), gli Apple Glasses sono progettati per le applicazioni sia nel campo della realtà virtuale che in quello della realtà aumentata ed avranno uno schermo da 8k per occhio, ricreando così un display virtuale da ben 16k, 4 volte la definizione dei televisori attualmente in commercio. A differenza dei dispositivi concorrenti, inoltre, sarà del tutto indipendente sia da iPhone ed iPad sia da macOS, oltre che dai cavi: infatti, dovrebbe esserci la possibilità di poterli utilizzare anche per lo streaming di contenuti o l'uso di applicazioni eseguite su altri dispositivi senza dover utilizzare i cavi grazie alla connettività WiGig a 60GHz.

Tali nuove indiscrezioni fanno il paio con quelle pubblicate da Bloomberg alla fine del 2017, ma è sempre opportuno ricordare che il progetto, per la fase di sviluppo in cui si trova, potrebbe subire dei ritardi o, peggio, essere totalmente cancellato.

Elio Franco

Editor - Sono un avvocato esperto in diritto delle nuove tecnologie, codice dell'amministrazione digitale, privacy e sicurezza informatica. Mi piace esplorare i nuovi rami del diritto che nascono in seguito all'evoluzione tecnologica. Patito di videogiochi, ne ho una pila ancora da finire per mancanza di tempo.