NVIDIA presenta le nuove GeForce RTX 20xx basate su architettura Turing, a tutta forza sul ray tracing

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Alcuni, soprattutto dalle parti di Cupertino, non sembrano essere d'accordo, ma al giorno d'oggi la realtà sul fronte GPU è piuttosto chiara: NVIDIA ha un buon vantaggio su AMD. Le Radeon non sono certo da buttare, soprattutto se si considera il rapporto qualità/prezzo, ma sinora quanto di buono fatto per le CPU coi Ryzen non è stato replicato qui e le prestazioni assolute nonché le migliori ottimizzazioni restano appannaggio delle GeForce. Che oggi hanno fornito alla fiera tedesca GamesCon un'ulteriore prova di forza con le nuove RTX 20xx.

La nuova serie abbandona per la prima volta dopo parecchio tempo il prefisso GTX a favore del nuovo RTX, mossa già fatta per la serie professionale Quadro aggiornata alcuni giorni fa: il motivo della R sarà chiaro a breve. Al cuore troviamo la nuova architettura Turing, sostanziosa evoluzione delle serie Pascal e Volta sinora al vertice della proposta NVIDIA. Il miglioramento di prestazioni rispetto le generazioni che vanno a sostituire arriva fino a ben 6 volte, un fatto che se verrà confermato sul campo si rivelerà davvero notevole. Tanto sulle Quadro quanto sulle GeForce, Turing offre sostanziali miglioramenti sul fronte dell'intelligenza artificiale ma soprattutto sugli effetti di ray tracing, che appunto hanno sancito il cambio di denominazione in RTX. Il ray tracing è un sistema di rendering che mira a replicare artificialmente in maniera fedele il comportamento naturale dei raggi di luce emessi dalle varie sorgenti, ottenendo così risultati finali sempre più realistici. L'obiettivo dell'azienda di Santa Clara era di portare tale tecnica anche nell'ambito dei videogiochi, dov'è necessaria l'elaborazione in tempo reale da parte della GPU. Obiettivo che appare egregiamente riuscito, almeno stando alle demo. Tra i primi titoli su cui i gamer potranno vedere all'opera il ray tracing si annoverano Battlefield V, Metro Exodus e Shadow Of The Tomb Raider.

Le GeForce RTX non badano a compromessi, prevedendo oltre all'architettura Turing altri importanti interventi come la doppia areazione, migliore alimentazione, memorie di tipo GDDR6 e il supporto alla tecnologia SLI NVLink che con apposito bridge opzionale a 3 o 4 slot permette di collegare tra loro due schede al fine di ottenere ancor più prestazioni, sempre che proprio non ci si possa far bastare per l'8K quanto già mette a disposizione una singola RTX 2080 Ti. Questo il nome del modello di punta, prevede 11 GB di VRAM e 4.352 core CUDA con frequenza base di 1.350 MHz, che in boost possono arrivare fino a 1.545; per chi ha 1.279 € pronti c'è pure la Founders Edition, che aumenta ulteriormente il boost a quota 1.635 MHz. Ciò si riflette sui consumi, che per la Founders sono leggermente superiori rispetto al modello liscio, 260 contro 250 W.

Per chi vuole risparmiare un po' c'è anche la versione non-Ti della RTX 2080, con altrettanta Founders Edition da 869 €. I nuclei CUDA scendono a 2.944, fatto in parte controbilanciato dalla maggiore frequenza operativa: la base si attesta a 1.515 MHz, che in boost arriva a 1.710 MHz e per la Founders fino a 1.800. Pure qui ritroviamo una sottile differenza di potenza massima assorbita tra le due varianti, 225 contro 215 W. La VRAM presente ammonta a 8 GB. Completa infine il quadro la RTX 2070, che offre l'opportunità di godere della nuova architettura pure con budget più limitati. Non tanto, però, dato che la Founders Edition costa 649 €. La RTX 2070 dispone di 2.304 core CUDA con frequenza base di 1.410 MHz, che in boost arrivano sino a 1.620 e sulla Founders a 1.710. Stesso quantitativo di memoria GDDR6 della RTX 2080, ovvero 8 GB, mentre l'assorbimento energetico si ferma a quota 175 W. Una differenza importante della 2070 è che non dispone del supporto NVLink, destinato ai soli due modelli superiori. A tal proposito, il bridge aggiuntivo di cui accennavamo più sopra ha un costo di 85,99 €.

I preordini per le Founders Edition di RTX 2080 Ti e 2080 sono già stati aperti sullo shop NVIDIA, con spedizioni a partire dal 20 settembre. Per la RTX 2070 ci sarà invece da aspettare ancora un po'. Nel frattempo, i vari produttori di schede grafiche presenteranno sul mercato le loro soluzioni, sia basate sul Reference Design sia dotate di personalizzazioni come frequenze più spinte o altro. Tra i computer preassemblati, la prima a muoversi è stata Alienware, la dimensione gaming di Dell, che aggiornerà prossimamente l'iconica serie Area 51 con le nuove schede. Un annuncio che sarà senz'altro seguito a stretto giro di posta da altri OEM.

Giovanni "il Razziatore"

Deputy - Ho a che fare con i computer da quando avevo 7 anni. Uso quotidianamente OS X dal 2011, ma non ho abbandonato Windows. Su mobile Android come principale e iOS su iPad. Scrivo su quasi tutto ciò che riguarda la tecnologia.

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