Una "one more thing" dormiente: la ricarica inversa negli iPhone 11 sarebbe solo disabilitata via software

Leggi questo articolo grazie alle donazioni di Tommaso D'Antuono, Luca Bianchi.
♥ Partecipa anche tu alle donazioni: sostieni SaggiaMente, sostieni le tue passioni!

I nuovi iPhone 11, tra i maggiori avanzamenti in un upgrade in larga parte al "piccolo trotto", presentano dei notevoli salti in avanti sul lato energetico, specialmente nei modelli Pro. Tanti tocchi a tutto tondo, dal SoC ancor più ottimizzato alle batterie maggiorate, che peraltro sembra abbiano contribuito (in aggiunta a quanto già fatto dall'area fotografica a doppio scalino) ad ispessire leggermente i dispositivi, in controtendenza agli anni scorsi in cui sottile era la parola d'ordine. Una funzionalità che ci si aspettava di trovare, supportata a lungo tempo dai rumor, era la ricarica inversa. Gurman, Kuo ed altri ne avevano parlato sino agli ultimi giorni, quando la situazione si era completamente capovolta, pronosticandone invece l'assenza. E così è stato, dato che all'evento di martedì non se n'è fatta alcuna menzione.

Prima di riprendere il discorso, ricapitoliamo brevemente cosa intendiamo per ricarica inversa: si tratta della capacità di un device di ricaricarne altri, purché supportino la ricarica senza fili in accordo allo standard Qi. Viene chiamata anche ricarica bilaterale, intendendo che il prodotto è sia in grado di dare che di ricevere energia. La prima ad offrire questa caratteristica è stata lo scorso anno Huawei col Mate 20 Pro, estendendola poi al P30 Pro quest'anno; Samsung non è restata a guardare, integrandola nella gamma Galaxy S10 e Note 10. Non si tratta di una funzionalità essenziale, ma se ne si dispone è pur sempre un plus gradito, anche perché quantomeno permette di ricaricare accessori come gli auricolari wireless, che tutto sommato non necessitano di rubare troppa energia allo smartphone.

È possibile che gli iPhone 11 abbiano comunque la componentistica per il reverse charging? Il fatto che Gurman e Kuo ne abbiano menzionato lo stralcio a pochi giorni dall'evento la rende un'ipotesi plausibile, forse ancor più del fatto che il logo Apple è posto al centro della scocca posteriore, scelta voluta per dare un riferimento su dove posizionare il dispositivo da ricaricare ma ora di fatto riciclata a mero fine estetico. A sostenere la teoria di una dismissione dell'ultimo minuto arriva su Twitter un altro noto "fornitore" di leak, Sonny Dickson.

Stando alle sue fonti, che cita come affidabili, l'occorrente sarebbe fisicamente presente nei dispositivi ma disabilitato via software. Dickson si riserva il dubbio su una rimozione dei componenti prima dell'inizio della produzione di serie, tuttavia è uno scenario alquanto difficile. Modificare l'hardware di un prodotto prossimo all'uscita rischia di comprometterne l'ingresso sul mercato nei tempi previsti e se, in aggiunta a ciò, la caratteristica è inclusa negli stessi pezzi che si occupano della ricarica wireless in ricezione inibirla solo sul lato software/firmware è ben più vantaggioso. Del resto, non è la prima volta che si trova un chip disabilitato o limitato nei terminali Apple: basti ripensare alle discussioni di alcuni anni fa sul supporto FM presente nei chip Bluetooth degli iPod touch, mai abilitato in iOS, o alle versioni con modem Qualcomm degli iPhone X che supportavano LTE Gigabit artificialmente fermati a 600 Mbps dato che le controparti Intel non andavano oltre. Insomma, ci possono essere tanti motivi dietro ad una scelta del genere, tecnici, economici e politici.

Questo significa che in futuro la ricarica inversa/bilaterale potrebbe essere attivata negli iPhone 11 con un aggiornamento software? Se è stata disabilitata ci sarà senz'altro una buona ragione. Dopo il fiasco AirPower è più che comprensibile vedere Apple in questo ambito prendersi quante più precauzioni possibili, evitando di rendere disponibile una feature fallata. Inoltre, per un'eventuale speranza di abilitazione occorrerebbe sapere dove risiede la problematica. Se si tratta solo di software non pronto, allora la vedremo nei prossimi mesi. Se però è (anche) l'hardware a non aver convinto nelle prove sui prototipi, diventa molto poco probabile vederla in azione, almeno fino alla prossima generazione di iPhone. L'unica che conosce la verità è ovviamente Apple, ma se la terrà stretta a lungo. Come diceva nel suo testo una famosa canzone di Lucio Battisti, lo scopriremo solo vivendo.

Giovanni "il Razziatore"

Deputy - Ho a che fare con i computer da quando avevo 7 anni. Uso quotidianamente OS X dal 2011, ma non ho abbandonato Windows. Su mobile Android come principale e iOS su iPad. Scrivo su quasi tutto ciò che riguarda la tecnologia.

Commenti controllati Oltre a richiedere rispetto ed educazione, vi ricordiamo che tutti i commenti con un link entrano in coda di moderazione e possono passare diverse ore prima che un admin li attivi. Anche i punti senza uno spazio dopo possono essere considerati link causando lo stesso problema.