Recensione DxO PhotoLab 3: sviluppo fotografico di qualità come sostituto di Lightroom

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DxO è attiva da anni nel campo della fotografia ed è famosa per il sito dxomark.com dove troviamo la più ampia selezione di test su sensori, fotocamere e smartphone. Ne avevo parlato qui riguardo i loro test sui sensori, e qui per gli obiettivi. In questo articolo, però, non parleremo del loro sito ma del software DxO PhotoLab 3 (scaricatelo pure, c’è il free trial), che è appunto arrivato alla terza versione ed ha in serbo molte funzioni interessanti che andremo a scoprire in questa recensione.

Il panorama dei software per la post produzione fotografica è dominato da Adobe (Photoshop e Lightroom), ma altri hanno provato a costruire un’alternativa. Sicuramente molto valido Capture One, in cerca di attenzioni Luminar e poi c’è ovviamente DxO PhotoLab 3. DxO ha deciso di puntare su un modello di monetizzazione senza abbonamento (usato invece da Adobe) oltre al periodo di prova di 30 giorni senza limiti di funzionalità. Il software è disponibile in due versioni: Essential ed Elite. La differenza di prezzo non è trascurabile, circa il 50% in più l’Elite che però io vi consiglio in ogni caso. Di seguito vi mostro i principali vantaggi rispetto alla Essential, ma potete vedere nel dettaglio tutte le differenze su questo link.

DXOMARK, il principale vantaggio di DxO PhotoLab

Come accennato in apertura, DxO è famosa (anche) per avere a disposizione un enorme catalogo di dati relativi alle performance ottiche delle centinaia di coppie sensore / obiettivo del mercato (oltre 42.000). Questa incredibile banca dati è stata utilizzata per mappare nitidezza, distorsione, aberrazioni, vignettatura, ecc… e quando si conoscono le debolezze è possibile anche provare a correggerle, che è proprio quello che DxO PhotoLab 3 si propone di fare. Ad esempio, sapendo che in quell’angolo di quella lente i dettagli sono più morbidi, il software applica automaticamente una nitidezza selettiva. Sulla carta una funzione molto interessante e sicuramente unica nel suo genere.

Il software riconosce automaticamente la fotocamera e l’obiettivo utilizzato. Se questa accoppiata è disponibile nel database, viene mostrata una finestra con la richiesta di scaricare il profilo.

Funzioni principali: dizionario dei termini

DxO ha deciso di nominare alcune funzioni con termini poco esplicativi, quindi una legenda è utile per descriverle e anche per valutare l’eventuale acquisto della versione Elite per quelle che non sono presenti nella Essential (tralascio in questo elenco le funzioni che presentano un titolo chiaro).

  • Prime Denoising (RAW) Indica la possibilità di applicare una riduzione rumore più avanzata (rispetto a quella chiamata HQ), e si applica al RAW (maggiori info)
  • DxO Clearview Plus Si tratta della correzione della foschia, simile al dehaze di Lightroom CC (maggiori info)
  • HSL e DXO Colorwheel Una ruota colori per gestire HSL selettivamente – HSL sta per Hue (Tonalità), Saturation (Saturazione) e Luminosity (Luminosità)
  • Control Points (U Point Technology) Chi è familiare con la Nik Collection conoscerà gli U Point: permettono una regolazione locale usando delle maschere automatiche gestite tramite luminosità, saturazione e tonalità. Su DxO Photolab 3 questa tecnologia è disponibile sul file RAW come maschera selettiva per applicare una larga selezione di correzioni
  • DxO Lens Sharpness Questa funzione applica la nitidezza selettivamente a seconda delle reali performance dell’accoppiata sensore + obiettivo
  • DxO Smart Lighting Corregge automaticamente la gamma dinamica della scena agendo sul recupero delle ombre ed alte luci (simile, ma non uguale, al Nikon’s D-Lighting e Sony DRO — Dynamic Range Optimizer)

Interfaccia di DxO PhotoLab 3

Senza troppi giri di parole, l’impatto con l’interfaccia è molto buono, secondo il mio parere. Non ci sono fronzoli e il tutto è ben organizzato e diviso in due tab principali: PhotoLibrary e Customize. La prima è, appunto, la libreria. Customize, è niente meno che il modulo di sviluppo.

Modulo libreria

La libreria ha una semplice alberatura sulla sinistra, che ben si integra con il mio metodo di catalogazione. Infatti utilizzo un SSD esterno con diverse cartelle, una per ogni viaggio. Potete anche decidere di avere una cartella per giorno o mese a seconda della vostra frequenza di scatto. Se siete abituati alle collection di Lightroom o altri tipi di catalogazione interna al software, cattive notizie. Non c’è qualcosa del genere. Per il mio utilizzo, in realtà, preferisco l’approccio più pulito e semplice di DxO. Molto carina la possibilità di utilizzare il campo di ricerca per trovare tutte le foto fatte con una certa focale, oppure ad un certo diaframma, tempo di scatto o in un determinato giorno e con un certo voto (stelline). Il resto dell’interfaccia include la possibilità di aprire velocemente uno dei plugin della Nik Collection (di proprietà DxO) oppure esportare l’immagine.

Modulo sviluppo

Nel tab customize troviamo tutti i tool per lo sviluppo, alcuni già automaticamente applicati. Inizialmente l’idea di trovare già applicate delle correzioni non mi ha entusiasmato. Poi ho compreso che per un utente medio potrebbe essere utile visto che si tratta di una semplice base di partenza. Inoltre possono essere disattivati molto facilmente e velocemente. Per chi è abituato a Lightroom non ci sono grandi sorprese: il tool di DxO ha un’interfaccia molto simile nel tab di sviluppo e inoltre ha una grande flessibilità nella personalizzazione. Infatti possiamo sia riorganizzare a piacimento l’ordine, sia disancorare le varie porzioni per un controllo ancora maggiore.

Sviluppo del file RAW

Il modulo di sviluppo merita una sezione a parte, per chi non volesse leggere nel dettaglio, facciamo un veloce riassunto: la post produzione con DxO PhotoLab 3 scorre veloce, le regolazioni classiche come esposizione, ombre e luci sono intuitive e di qualità. Qualche incertezza sui recuperi più difficili, ma la presenza di tool unici come i control points, lo sharpness selettivo e la colorwheel bilanciano la situazione creando un tool completo e dalle ottime caratteristiche al prezzo cui è offerto.

Algoritmo di demosaicizzazione e motore di sviluppo

Tramite un algoritmo di demosaicizzazione un software riesce ad interpretare i colori di un’immagine partendo dai dati presenti nel file RAW. Ogni software di post produzione ne ha uno, e insieme al motore di sviluppo è fondamentale per portare a termine la post produzione. PhotoLab 3 sembra avere un ottimo algoritmo sotto al cofano anche dal punto di vista della velocità, dove riesce a gestire decentemente anche file molto pesanti come i RAW della Nikon D850. Il motore di sviluppo non è ancora perfetto, sopratutto sull’aggressività nei recuperi nelle ombre e neri.

Nell’immagine sopra ho applicato un recupero ombre e neri su Lightroom e DxO PhotoLab 3. Nonostante la maggiore intensità applicata sul software di Adobe (su PhotoLab ho applicato +40 su entrambi), l’effetto di PhotoLab 3 è molto più d’impatto. Non è per forza un difetto, solo richiede più moderazione.

Correzioni globali

Il recupero luci, ombre e neri è nel pannello selective tone. Lo trovate sia sotto essential tools che nella categoria light. Oltre a far attenzione alla forte intensità del recupero, come spiegato sopra, notiamo che le regolazioni sono diverse rispetto ad altri tool (il confronto con Lightroom è praticamente automatico). Sul software DxO ci sono Highlights (luci alte), Midtones (mezzitoni), Shadows (ombre) e Blacks (neri). Una scelta inusuale, infatti nella parte destra dell’istogramma abbiamo le luci alte ma non i bianchi, e troviamo i mezzitoni. Nel passaggio da Lightroom a PhotoLab 3 ho avuto qualche difficoltà nel ritrovare il giusto workflow, ma dopo qualche ora trovo l’introduzione dei mezzitoni azzeccata. Invece le alte luci e bianchi separati sarebbero stati più utili.

La correzione HSL tramite Colorwheel merita un’attenzione particolare, l’ho trovata veramente utile ed interessante per una gestione della tonalità, saturazione e luminosità di ogni sfumatura colore. Uno spunto di miglioramento è l’integrazione di questo tool nella correzione selettiva e livelli, in modo da poterne aggiungere più di uno con maschera.

Le correzioni specifiche DxO, come il Lens Sharpness, lo Smart Lightning e il Clearview Plus funzionano bene. Consiglio di attivare sempre il Lens Sharpness perché permette di aggiungere dei livelli di dettaglio fine molto difficili da ottenere con una semplice maschera di contrasto (che comunque è presente). Lo Smart Lightning non mi ha entusiasmato, ma immagino possa risultare utile ad altri. Il dehaze (Clearview Plus) funziona molto bene, similmente a quello di Lightroom, quindi promosso.

Correzioni locali

Non c’è software di sviluppo degno di questo nome se manca la possibilità di applicare correzioni selettive su parti specifiche dell’immagine. Su DxO abbiamo a disposizione un pulsante per richiamare gli aggiustamenti locali, che vengono mostrati come una serie di livelli. Le correzioni selettive possono essere applicate in diversi modi: pennello, pennello automatico, filtro graduato o punto di controllo (U Point).

Pennello (normale e automatico)

Non è usuale la scelta di dividere il pennello tra quello standard e quello automatico, cioè con il riconoscimento dei bordi, ma basta farci l’abitudine. Il pennello classico ha tutte le funzioni che ci si aspetta da questo tipo di maschera, le correzioni che possiamo fare sono molteplici (anche la tonalità e il bilanciamento del bianco). La maschera automatica è presente sotto la funzione auto mask, funziona esattamente come un pennello ma ci viene specificato che nella zona adiacente a quella centrale verrà applicato automaticamente un riconoscimento dei bordi. Non l’ho trovato immediato e neanche precisissimo, perché nell’anteprima della maschera non capiamo se il riconoscimento è stato efficace o no.

Filtro graduato

Ovviamente non si tratta di un vero filtro GND, ma semplicemente indica che la maschera verrà applicata con una particolare sfumatura e con l’inclinazione scelta tramite il gradiente.

U Point

Per chi conosce la Nik Collection, non c’è bisogno di spiegazioni, per gli altri basta osservare la foto qui sopra. La zona bianca è dove verrà applicata la correzione, sul nero non verrà applicato nulla. Ovviamente tutte le varie sfumature tra bianco e nero indicano un effetto intermedio. Gli U Point di DxO PhotoLab 3 si differenziano rispetto a quelli della Nik Collection perchè vengono applicati direttamente sul RAW, e ovviamente con gli aggiustamenti disponibili su PhotoLab. La maschera è radiale e automatica, riconosce una serie di fattori com i bordi, la luminosità, il colore, ecc.

Gestione della nitidezza e dettaglio

Ritengo una parte fondamentale della post produzione quella della gestione del contrasto locale, microcontrasto, dettaglio e nitidezza. PhotoLab 3 non è carente di strumenti per la gestione di questo aspetto, fornendo molte possibilità e adattandosi a diversi workflow. Notate anche con quale perizia vengono spiegati i vari strumenti cliccando sul simbolo “?”. Tutti gli strumenti hanno queste descrizioni integrate nell’interfaccia.

Prova gratuita 30 giorni

Sicuramente uno dei vantaggi risiede anche nel modello di distribuzione. La scelta di DxO è stata molto semplice e diretta, come del resto lo è tutto il software. Potete provare DxO PhotoLab 3 gratuitamente e senza limiti per 30 giorni, oppure anche acquistarlo con un singolo pagamento, senza canoni.

Conclusione

Voto 4,5/5DxO PhotoLab 3 si è dimostrato un software maturo, dalle ottime qualità e da un prezzo adeguato con modalità di acquisto chiare. Ho apprezzato che l’esperienza di DxO nel testare obiettivi e sensori sia stata integrata in tool intelligenti e veramente utili. Nella valutazione ho tenuto conto sia della complessiva qualità del risultato (che è alta) ma anche della qualità/prezzo, che è decisamente buona considerando che con un acquisto abbiamo illimitato accesso al software e che il prezzo è contenuto: 129€ per la Essential, 199€ per la Elite. Considerate anche che l’integrazione con Adobe Photoshop è ottima, praticamente sovrapponibile a quella con Lightroom. DxO PhotoLab 3 può essere provato gratis per 30 giorni o direttamente acquistato qui.

PRO
+ Interfaccia semplice, intuitiva e personalizzabile
+ Buon motore di rendering
+ Ottime funzioni di gestione del contrasto
+ DxO Lens Sharpness basata sul database di test sensore+lente di DxO
+ Molte possibilità di gestione selettiva delle correzioni
+ Colorwheel, U Point e le altre funzioni in esclusiva DxO sono pratiche
+ Prezzo e modalità di acquisto chiare

CONTRO
- La maschera automatica è ostica

DA CONSIDERARE
| Disponibile in versione Essential o Elite (consigliata)
| Motore di rendering molto “d’impatto”, fate attenzione a non sovradosare
| L’integrazione con Photoshop è praticamente al pari di quella di Lightroom
| Non supporta i sensori X-Trans di Fuji

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Alessio Andreani

Special Editor - Sono nato a Loreto, nelle Marche. La fotografia occupa gran parte del mio tempo, sia per lavoro che per passione, due aspetti che a volte coincidono. Vivo a Milano. Pagina Facebook