Coi nuovi SoC M1 un Mac nano potrebbe diventare realtà

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Più di 5 anni fa il nostro Maurizio descrisse la genesi di un ipotetico Mac nano. Era stato appena lanciato il MacBook da 12″ con Intel Core M, privo di ventola, e venne naturale immaginare che lo stesso principio potesse applicarsi ad un nuovo Mac desktop alla base di gamma, sotto il Mac mini. Fu un lavoro non di poco conto, dato che il concept venne studiato sia sulla base della scheda logica del MacBook sia sull’alimentatore integrato dell’Apple TV, con l’obiettivo di non avere l’ingombrante blocco esterno. Il risultato finale si dimostrò davvero interessante, con un prodotto effettivamente dalle dimensioni analoghe a quelle dell’Apple TV ma col vantaggio non di poco conto di essere un Mac a tutti gli effetti, con un potenziale prezzo d’attacco interessante, soprattutto nell’ottica si fosse riusciti a tenerlo attorno ai 500€.

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Diciamoci la verità: l’idea era interessante ma è stato forse un bene che non si sia realizzato. Il Mac nano sarebbe andato incontro agli stessi problemi che sono venuti fuori sul MacBook cui era imparentato, ovvero un elevato throttling delle frequenze operative durante elaborazioni intense, per compensare l’assenza di una dissipazione attiva. Di computer senza ventole con CPU Intel molto più compatti del Mac mini se ne sono visti, anche dalle dimensioni di una chiavetta USB, ma pressoché tutti hanno in comune l’utilizzo di una configurazione Atom, la cui architettura non si è distinta per prestazioni. I processori Core non si adattano bene all’assenza di una ventola, limite che pure la stessa Intel ha dovuto ammettere abbandonando l’interessante progetto delle Compute Card.

Oggi la situazione è molto diversa, quantomeno a Cupertino. È arrivato un nuovo sceriffo in città e si chiama Apple Silicon. Il suo debutto attraverso il SoC M1 è stato eccellente, presentando doti più che convincenti nei Mac relativamente entry-level cui viene abbinato, incluso il Mac mini. Qui è stata mantenuta la ventola ma il vantaggio di M1 è che funziona molto bene anche senza, come ha dimostrato il nuovo MacBook Air. Nell’uso quotidiano va alla grande e anche quando viene messo sotto estremo sforzo, riscaldandosi un po’, la penalità nelle prestazioni è limitata. Il merito di tutto ciò va a questa strisciolina di chip, mostrata da iFixit nel suo tradizionale smontaggio.

La scheda logica del Mac mini M1, completa di dissipatore, è un po’ più grande, ma non di così tanto e fa ancora più effetto considerato che risulta parecchio spazio interno libero nello chassis. Con questo SoC e le prestazioni che offre anche senza areazione, viene naturale ripensare al Mac nano. Sarebbe già ottimo con M1 nella configurazione con GPU a 7 core del MacBook Air base, ma volendo pure una versione ancora leggermente depotenziata per rientrare nei costi, con un altro nucleo grafico in meno e gli stessi 6 core dell’A14 Bionic, ovvero due ad alte prestazioni e 4 a risparmio energetico. Si potrebbe realizzare con 8 GB di RAM fissi, così da produrne un solo tipo ed ottimizzare i costi, mentre l’archiviazione potrebbe esse da 128 GB. Per le connessioni sarebbero sufficienti due USB-C, anche senza supporto Thunderbolt, affiancate dalla HDMI out e una Ethernet Gigabit, o un jack cuffie come nel concept di un lustro fa.

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Fattibile? Io penso proprio di sì. Si riutilizzerebbe lo stesso chassis dell’Apple TV, al netto di alcune leggere modifiche, e pure l’alimentatore integrato rimarrebbe identico. I componenti implementati sarebbero di grado minore rispetto agli altri Mac con M1, contribuendo sia a ridurre ulteriormente il peso economico della distinta materiali o Bill Of Material sia a ridurre potenziali sprechi, grazie al processo di binning già in uso sui MacBook Air base, in cui le GPU a 7 core ne hanno a tutti gli effetti 8 fisici e ne viene semplicemente disabilitato uno perché risultato difettoso nei test post-produzione. Porla ad prezzo di 499€ lascerebbe buoni margini di profitto e riprenderebbe l’originale missione del Mac mini al suo debutto nel 2005: offrire un prodotto Apple, nuovo e concreto, a tutti i potenziali switcher dal mondo Windows, anche e soprattutto coloro che desiderano farlo ma devono tenere sotto controllo il budget. Allo stato attuale ciò che ho descritto resta comunque solo un’ipotesi, tanto quanto lo era nel 2015 ancora in piena era Intel. Detto questo: non succede, ma se succede… non c’è di che, Tim.

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Giovanni "il Razziatore"

Deputy - Ho a che fare con i computer da quando avevo 7 anni. Uso quotidianamente OS X dal 2011, ma non ho abbandonato Windows. Su mobile Android come principale e iOS su iPad. Scrivo su quasi tutto ciò che riguarda la tecnologia.