Esprimo il mio dissenso per la scelta di castrare l'iMac 24" base sul fronte termico

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Il nuovo iMac 24" è stato proposto da Apple con tre versioni principali. Tra l'intermedia e la top cambia solo la capacità del disco (256GB vs 512GB) mentre quella base è stata privata di alcune caratteristiche. A fronte di 220€ risparmiati si perde 1 core sulla GPU, il Touch ID, due porte USB 3.0 (in formato USB-C) e la Gigabit Ethernet, che nei modelli superiori si trova nell'alimentatore. La differenza di prezzo del modello intermedio mi è sembrata giustificata da queste migliorie e così l'ho preferito, ma c'è un'altra castrazione nel modello base che Apple ci ha tenuto nascosta.

iFixit ha eseguito lo smontaggio del mio stesso modello, dove si vede il design interno mostrato durante il keynote, con doppia ventola per l'areazione dell'Apple M1. Ma in un video sul canale Strictly Apple si può vedere che il modello base è molto diverso. Qui c'è una singola ventola, per altro sul lato opposto al SoC e senza heat pipe. Una tale differenza avrà degli impatti sulle prestazioni, in particolare durante i carichi intensivi, ma la cosa che più infastidisce è che non sarà stato un risparmio per Apple, in quanto il costo della ventolina è decisamente inferiore rispetto a quello di progettare due diversi layout e linee produttive per l'interno del computer.

Interno dell'iMac 24" base con singola ventola nel video di Strictly Apple

Non è una novità che i produttori di chip creino delle fasce di mercato fittizie limitando le prestazioni massime dei processori, ma questo ha senso nel momento in cui vendi i singoli componenti al cliente o alle terze parti. Apple ha il vantaggio di fare tutto da sé e di proporre un prodotto finito, dove a dare di più ci guadagna sia lei che il cliente.

Creare differenti fasce è sensato, ma impegnarsi per progettare un design termico a parte al solo scopo di ridurre ulteriormente le prestazioni proprio non lo capisco perché risulta essere un impegno maggiore in termini produttivi, visto che si devono gestire due progetti differenti. C'erano già diversi vantaggi visibili a fronte dei 220€ del modello superiore che potevano indurre il cliente a spendere di più, per cui questa scelta mi è parsa come un eccessivo accanimento. Ma magari è una mia impressione, forse ci sono delle altre ragioni che mi sfuggono dietro questa scelta, per cui vi espongo il mio dissenso ma spero tanto che qualcuno mi illumini e mi faccia ricredere.

Maurizio Natali

Titolare e caporedattore di SaggiaMente, è "in rete" da quando ancora non c'era, con un BBS nell'era dei dinosauri informatici. Nel 2009 ha creato questo sito nel tempo libero, ma ora richiede più tempo di quanto ne abbia da offrire. Profondo sostenitore delle giornate di 36 ore, influencer di sé stesso e guru nella pausa pranzo, da anni si abbronza solo con la luce del monitor. Fotografo e videografo per lavoro e passione, seguimi su Instagram