Recensione Yaber Pico T1: il proiettore diventa tascabile

Se dico "proiettore" mi vengono in mente svariate tipologie di prodotti che rientrano in questa categoria, dai più costosi e moderni, con laser a corto tiraggio, ai cinesoni da 50€ che sono 100% rumore e 0% qualità. Non mi era invece mai capitato di vedere un proiettore portatile come lo Yaber Pico T1.

La dotazione del modello in prova include tutta una serie di accessori e cavetti, ma i più importanti sono il mini treppiedi e il telecomando. C'è anche la possibilità di avere un powebank di dimensioni simili al proiettore ed una borsa per trasportare il tutto.

Le dimensioni dello Yeber Pico T1 sono il suo punto forte, è grande più o meno come uno smartphone. E non è un'esagerazione, basti guardare lo spessore di soli 13mm. La lente frontale permette la proiezione di uno schermo da 10" a 100" in base alla distanza del telo, la luminosità è di 110 ANSI Lumen con risoluzione di 540p.

Presente anche la correzione automatica del trapezio verticale e la possibilità di utilizzarlo a soffitto e per retro-proiezione. Non numeri da primato, ma sono pari e in molti casi superiori a quelli di prodotti analoghi, non vanno certamente confrontati con i proiettori di ben più grandi dimensioni.

È interessante notare che in questo spazio non risiede solo il proiettore, ma anche un mini pc mosso da una CPU 4-core è una GPU Mali T450, con 1GB di RAM e 32GB di ROM. Anche qui, non numeri da capogiro, ma sufficienti a far girare con una velocità più che decente una interfaccia simil Android TV con delle app, così da poter accedere ai contenuti di YouTube, Netflix ed altri servizi senza l'utilizzo di altri device.

La connettività prevede una porta USB-C per l'alimentazione, che supporta dei normali powerbank, una seconda USB-C per accessori di vario tipo, come una tastiera, è una mini-HDMI per qualsiasi sorgente si voglia utilizzare. Preciso subito che come schermo per computer i 540p non sono adeguati, potrebbe reggere giusto la presentazione di alcune slide con caratteri non troppo piccoli, ma non è certamente una buona applicazione per questo prodotto.

La rumorosità della ventola non è eccessiva, anche perché è piccola, e la cassa da 1,5W sono sufficienti per poche cose, ma oltre al Wi-Fi dual band abbiamo il Bluetooth (4.0) per connettere casse o cuffie esterne.

L'ho utilizzato di giorno in ambienti illuminati e non si vede praticamente nulla. In penombra la resa inizia ad essere decente e nel buio completo si apprezza, ma non bisogna stare troppo vicini visti i soli 540p. Comunque qui il vantaggio concreto e innegabile è quello di avere un proiettore in tasca, dunque non ha senso compararlo con proiettori che si acquistano per un uso stabile, dove si può investire in modo diverso.

Conclusione

Lo Yaber Pico T1 è attualmente su IndieGoGo e dal mio link si può ottenere un early access per acquistarlo a $199 dalle 14:00 del 18 agosto, ma solo per un numero limitato di esemplari. Non so bene quale potrebbe essere il suo utente tipo, nel senso che spesso i proiettori si usano in ambienti controllati dove le dimensioni non sono così importanti, tuttavia il fatto di poter portare letteralmente in tasca un proiettore ha un po' dell'incredibile se ci si pensa. Credo che 10 anni fa sarebbe stata pura fantascienza, soprattutto considerando il prezzo in gioco. Ha i suoi limiti, questo è certo, ma dalla giusta distanza di visione non è proprio un insulto per la vista e ci possono essere situazioni dove poterlo avere dietro in una piccola borsa è certamente meglio che non averlo affatto. A me la cosa che non è piaciuta molto è il treppiedi magnetico, non perché non sia "cool", ma perché presenta almeno due limiti: il primo è che toccando un po' i cavi ruota il proiettore, il secondo è che ne limita un po' le condizioni d'uso. Sarebbe stato meglio realizzare una pinza che tenesse stretto il proiettore e che avesse una filettatura standard alla base, da usare con stativi standard. Tuttavia credo che allo scopo si possano adattare anche quelle pensate per gli smartphone, proprio perché le dimensioni sono analoghe.

 

Maurizio Natali

Titolare e caporedattore di SaggiaMente, è "in rete" da quando ancora non c'era, con un BBS nell'era dei dinosauri informatici. Nel 2009 ha creato questo sito nel tempo libero, ma ora richiede più tempo di quanto ne abbia da offrire. Profondo sostenitore delle giornate di 36 ore, influencer di sé stesso e guru nella pausa pranzo, da anni si abbronza solo con la luce del monitor. Fotografo e videografo per lavoro e passione.