Eccoci all'ultimo tassello del keynote tenuto da Jobs al WWDC. Ora è il turno di iCloud, il tanto chiaccherato servizio cloud di Apple che adesso è vivo e ufficiale, dando addio a MobileMe senza troppi rimpianti, visto quanto offerto. Non è mancata nemmeno la classica "one more thing", rappresentata dal servizio iTunes Match. Ma andiamo con ordine e partiamo da iCloud.

iCloud è la soluzione pensata da Apple per mantenere sincronizzati tutti i dispositivi in proprio possesso, siano essi Mac, dispositivi iOS ma anche PC, tramite la potenza del cloud. A favorire questo processo di sincronizzazione tra le nuvole vi sono 5 GB a disposizione dell'utente, disponibili assieme ai servizi annessi in forma completamente gratuita. Addio ai 79 € di MobileMe, quindi: Apple ha finalmente compreso che per competere al meglio con i concorrenti deve fornire un servizio di qualità e al tempo stesso senza carichi monetari per l'utente.

iCloud parte dalle basi di MobileMe, dunque casella di posta, rubrica e calendario, arricchendole ulteriormente. Ogni mail, ogni contatto e ogni evento sono sincronizzati costantemente su tutti i dispositivi in cui è presente iCloud. Ma i vantaggi maggiori arrivano dai servizi esclusivi offerti da iCloud mai previsti in precedenza da MobileMe. Il primo tra tutti è sicuramente Apps, funzionante nell'App Store per iOS. Apps tiene uno storico di tutte le applicazioni acquistate e/o scaricate, consentendo non solo l'eventuale reinstallazione ma anche la distribuzione su tutti i dispositivi iOS in proprio possesso, tutto utilizzando iCloud. Com'è possibile vedere dallo screenshot sotto è uno dei primi servizi già attivi e disponibili, con la sua presenza riconoscibile dalla nuvoletta, indicante le applicazioni prese in precedenza dall'utente ma non disponibili sul dispositivo in uso (si ringrazia Davide Iafrate per lo screenshot).

Non solo le apps, ma anche i libri e i documenti possono essere condivisi su più dispositivi. E' proprio ciò che fanno rispettivamente la versione cloud di iBooks e Documents. iBooks per iCloud consente, come fa Apps, di consultare lo storico degli acquisti sull'iBookstore, nonché di scaricare i libri già acquistati ma non presenti su uno o più dispositivi di nostra proprietà. Documents invece tiene sincronizzati i documenti e tutte le loro modifiche tra tutti i dispositivi su cui è presente iWork, dunque Mac compresi. E se si cambia iPhone, iPad o Mac? Ci pensa Backup, che sincronizza col nuovo dispositivo tutti i propri contenuti presenti su iCloud.

Una notevole funzionalità di iCloud è Photo Stream. Essa crea una nuova libreria fotografica contenente tutte le foto fatte più recentemente, fino a un massimo di 1.000 immagini. Le foto sono sincronizzate tra tutti i dispositivi e vengono mantenute nella libreria di iCloud per 30 giorni, nei quali avremo il tempo di salvarle in locale ovunque vogliamo. Ogni nuova foto scattata viene caricata automaticamente su iCloud. Photo Stream funziona dappertutto: iOS, Mac, PC e anche Apple TV. Una funzione, dunque, che farà sicuramente la felicità di molti.

Anche iTunes ha ricevuto un trattamento iCloud. iTunes in the cloud consente di tenere sincronizzati i contenuti, sia musicali che video, acquistati sullo Store su tutti i dispositivi in nostro possesso. Così, se abbiamo acquistato una canzone sull'iPad e la vogliamo anche sull'iPhone, l0 possiamo fare senza doverne acquistare un'altra copia né passare da iTunes su computer. Ma per quanto riguarda iTunes, è probabilmente la "one more thing" quella che ha calamitato l'attenzione di molti: iTunes Match. L'unico servizio a pagamento connesso con iCloud, consente di abbinare la propria libreria musicale, qualsiasi sia la sua provenienza (sì, anche da eMule o Limewire, in pratica), con le canzoni presenti sull'iTunes Store. Quando viene trovato un "match", ossia una coincidenza di risultati, la canzone viene riportata nella propria libreria cloud, usufruibile da qualsiasi dispositivo. Nel caso avessimo una copia di scarsa qualità, iTunes Match si incarica di "aggiornarla" automaticamente senza costi aggiuntivi rispetto a quello annuale del servizio, 24,99 $, in AAC a 256 kbps. Le canzoni che invece non hanno una corrispondenza vengono caricate sul cloud dalla libreria dell'utente. Il costo, al contrario di servizi simili, non comprende limiti alle canzoni fruibili, fornendo così una eccellente alternativa alla pirateria pagando poco più di un buon album.

iCloud e iTunes Match sono attualmente in Beta e saranno lanciati nella forma definitiva in contemporanea a iOS 5, in Autunno. Per iniziare a usufruirne ufficialmente, ci vuole iOS 4.3.3 ma non solo, anche iTunes 10.3. Purtroppo, c'è un altro requisito più stringente: bisogna essere statunitensi. Speriamo che Apple estenda ben presto la disponibilità di iCloud a tutti, italiani compresi.