Vi ricordate del caso AppleCare? A fine maggio Apple era entrata nel mirino dell'AGCM (Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato) in merito ad alcune pratiche commerciali scorrette relative all'AppleCare. Ecco il pezzo scritto allora:

[...] di fatt0, l’AppleCare si sovrappone al secondo anno di garanzia legale del rivenditore. La versione per i Mac ha una sovrapposizione parziale, in quanto copre anche per un terzo anno non rientrante nella garanzia legale, mentre la versione per dispositivi iOS e accessori si sovrappone alla garanzia legale in modo integrale. [...] viene dunque proposto a pagamento un servizio aggiuntivo, quale è l’AppleCare, che di fatto per legge deve essere compreso senza ulteriori spese nell’acquisto, o il cui periodo di copertura debba riguardare solamente l’anno aggiuntivo alla garanzia legale. La questione diventa ancor più spinosa quando Apple non è solo produttrice, ma anche venditrice diretta. Un colloquio telefonico fatto da setteB.it con un incaricato AppleCare ha fatto emergere come l’azienda di Cupertino, come venditrice, non applichi la garanzia legale europea di due anni, limitandosi di base al solo anno concesso da Apple stessa come produttrice. Viene inoltre fatta menzione a Apple come azienda americana, da cui secondo l’addetto arrivano i prodotti acquistati. Gli Apple Store europei, sia online che fisici, vengono però gestiti dalla filiale in Irlanda, Paese aderente all’Unione Europea e dunque soggetto alle direttive, perciò la giustificazione dell’azienda americana non è accettabile. A complicare ancor più le cose, The Apple Lounge mostra come l’azienda stessa non sembri essere intenzionata a mettere bene in chiaro la situazione: in un documento ufficiale dapprima Apple declina ogni sua responsabilità per l’applicazione di garanzie legali, poi prosegue dichiarando come nel caso vi siano garanzie implicite da applicare l’azienda si impegna a fornire assistenza solo per il periodo della garanzia esplicita, ossia quella di un anno; infine, qualora vi siano Paesi che non ammettano limitazioni alla durata minima delle garanzie, quelle citate in precedenza da Apple non sono applicabili, presumendo quindi che l’azienda si adegui alle condizioni legali del posto. Ma se Apple stessa prevede di applicare la garanzia legale qualora vi fossero direttive precise che non ammettano limitazioni alla durata minima, perché invece si comporta come se fosse in grado di poter applicare questa limitazione? Quella parte del documento risulta quindi un autentico controsenso, in cui Apple stessa si contraddice non una, ma due volte da sola. [...]

Recentemente sono emersi sviluppi. Non dall'AGCM, che sta ancora indagando sulla vicenda, ma dai quotidiani. Proprio oggi Repubblica ha riportato come in Trentino Alto Adige già un anno fa sono state avviate delle cause contro Apple proprio in merito ai due anni legali di garanzia non riconosciuti, segnalando anche l'indagine in corso da parte dell'Authority. Al momento, Apple continua a non fornire risposte. A farlo ci pensano i suoi rivenditori, che ricordano come Apple da produttore sia tenuta legalmente a coprire solo il primo anno, mentre spetta al rivenditore il secondo. Corretto, ma quando è Apple a essere sia produttore che venditore, tramite l'Apple Store? Era lo stesso interrogativo posto nell'articolo di maggio. In questo caso, non può sfuggire. La vicenda è lungi dall'essersi conclusa.

L'articolo si chiude rispondendo a una segnalazione pervenuta sempre a riguardo delle garanzie. Il 5 settembre dal form dei contatti è pervenuta una email del lettore Manuel Di Censo, che riportava una situazione alquanto grave relativa alla batteria del suo MacBook Pro del novembre 2009. La batteria è garantita fino a 300 cicli di carica e, stando a quanto riporta il lettore, i difetti si sono manifestati qualche settimana fa a 270 cicli. Portato il MacBook Pro a un centro assistenza autorizzato, gli è stato fornito un preventivo di 123 € per la sostituzione della batteria, che l'utente ha rifiutato dopo essersi consultato anche con il rivenditore originario che sarebbe stato tenuto al rimborso, il quale l'ha negato sostenendo come la garanzia Apple non copra la batteria e lamentando anche il fatto che l'utente si sia rivolto alla concorrenza. Chi ha ragione? Verdetto favorevole al lettore. Il rivenditore sbaglia nel voler rifiutare il rimborso perché l'intervento verrebbe effettuato da un concorrente: se sono entrambi centri autorizzati Apple, la garanzia vale in entrambi e perciò deve attenersi. Inoltre, il rivenditore specifica come le batterie non siano coperte dalla garanzia: errato, come riporta Apple stessa nella pagina delle caratteristiche del MacBook Pro:

Apple non garantisce la batteria oltre il termine della garanzia limitata di un anno. La batteria può essere caricata un numero limitato di volte, pertanto può essere necessario farla sostituire da un fornitore di servizi autorizzato Apple. La durata della batteria e il numero di cicli di carica supportato variano a seconda dell’uso e delle impostazioni.

Dunque la batteria è garantita, nel primo anno di vita. Ma qui compare anche la parte da chiarire: non è ad esclusione, ossia un anno o cicli limitati, ma sono compresi entrambi. Andando infatti su questa pagina del supporto Apple:

Apple fornisce una garanzia di un anno, a partire dalla data di acquisto, sui difetti di fabbricazione della batteria.

La garanzia sulla batteria è di un anno e dopodiché decade. Dopo l'anno, i difetti della batteria non sono più contati e chi intende sostituirla deve pagarla. Purtroppo, se il difetto si è manifestato qualche settimana fa, considerato che il MacBook Pro è stato acquistato a novembre 2009, l'utente deve pagare, almeno inizialmente. Parimenti però ha fatto bene a protestare per il poco professionale trattamento fornitogli dal rivenditore in virtù della questione concorrenza, in quanto non è una questione che legalmente si deve porre, pur comprendendo che moralmente non possa prenderla bene e poiché la garanzia legale è di due anni, come rivenditore è tenuto a rimborsare la spesa. Con questo, si spera di aver fornito una spiegazione alla questione.