Thunderbolt: una tecnologia che vive di alti e bassi, per ora più dei secondi. A parte alcune soluzioni piuttosto costose di LaCie e pochi altri produttori, nel corso degli ultimi mesi sono stati annunciati nuovi dispositivi, come al CES, ma per ora al di là degli annunci non vi è moltissimo. Di certo non aiuta l'esclusività di Thunderbolt sui soli computer Apple, che nonostante abbiano buone vendite da soli non possono bastare per spingere l'adozione della nuova tecnologia, visto che nel complesso la piattaforma PC/Windows rimane largamente dominante. Per fortuna era già previsto uno sforzo molto maggiore da Intel nel corso di quest'anno, che per certi versi potrebbe rappresentare la vera e propria linea di partenza per Thunderbolt. Come riporta Macrumors, infatti, nuovi chip per la gestione di questo tipo di connettività sono all'orizzonte.

Le caratteristiche principali di Thunderbolt rimangono quelle già viste in precedenza: 10 Gbit/s bidirezionali tramite PCI Express e  utilizzabile sia per dispositivi di archiviazione esterni che per monitor grazie alla compatibilità con la DisplayPort. La disponibilità di più chip consentirà ai produttori di PC di adottare la soluzione più adatta a seconda della fascia di mercato in cui si andrà ad inserire quel determinato modello di computer. Il primo chip, DSL3510, è quello più interessante e probabilmente destinato a fare la sua comparsa nei prossimi iMac e Mac Pro: il supporto quad-channel offre la possibilità di avere fino a 4 dispositivi Thunderbolt collegati, ovviamente previa disponibilità del sufficiente quantitativo di porte. E se 4 non ne bastano, il Daisy Chain permette di collegarne altri di più in serie uno dopo l'altro. Oltre a tutto ciò, sono supportate fino a due uscite DisplayPort, soddisfacendo dunque chi ha necessità multi-monitor. L'altro chip, DSL3310, è invece quello più probabile per i MacBook Pro ed Air: rispetto all'altro, si scende al supporto dual-channel e a una uscita DisplayPort. Vi è poi un terzo chip, DSL2210, che non ha supporto video e probabilmente destinato alla fascia più bassa del mercato come i netbook e i tablet dotati di Atom. Riguardo ai modelli in grigio non vi sono molte indicazioni ma  dovrebbero appartenere a varianti future non previste per il commercio a breve, dunque nell'eventualità ne riparleremo più avanti.

Tutto questo sforzo da parte di Intel potrebbe avere una ricompensa? Difficile dirlo: la USB 3.0 è un concorrente molto forte ed Apple a parte ormai sta diventando davvero dura non trovare almeno una porta con la versione più recente dello standard. Rimangono le varie considerazioni fatte ai tempi, ossia che almeno per i primi tempi e possiamo parlare pure di altri 12-18 mesi Thunderbolt avrà un graduale ingresso sul mercato con dispositivi dal prezzo non sempre alla portata di tutti. Solo col tempo e con la diffusione i costi si ammortizzeranno, rendendo i device Thunderbolt più appetibili al grande pubblico. Ad ogni modo, è una buona cosa che l'azienda di Santa Clara creda e investa nella sua tecnologia di trasferimento dati, che ha tutte le potenzialità per far bene. Nel frattempo, però, è bene che Apple non ignori più la USB 3.0 e decida di metterla sui Mac, più scelta c'è e meglio è per tutti, anche per attendere con più calma i progressi sul mercato di Thunderbolt.