Gli echi della sentenza favorevole ad Apple nella lunga battaglia contro Samsung, ben lungi dall'essersi conclusa, continuano a farsi sentire anche per altre zone di combattimento di questa vera e propria "guerra dei brevetti". Una delle cause che sicuramente impegna di più l'azienda di Cupertino è quella con Motorola, la quale ultimamente ha ripreso le ostilità grazie all'appoggio della nuova casa madre Google. Alcune azioni legali sono state chiuse dai giudici ancor prima di celebrare il processo, come quella di Chicago, altre vengono risolte a favore di una delle parti, come nel caso dell'International Trade Commission che ha dato ragione ad Apple, altre ancora si aprono, con la nuova mozione presentata da Motorola al sopraccitato ITC. Eppure, proprio oggi, un flebile fiore in mezzo a tanti cannoni di carte bollate è spuntato: le due aziende hanno trovato un primo accordo sui brevetti in Germania, come riporta FOSS Patents.

L'operazione ha validità sul suolo tedesco e riguarda solo i brevetti di Motorola su tecnologie considerate essenziali per la creazione di smartphone e telefoni cellulari. L'offerta di licenza fatta da Apple è stata accettata e ora la controllata di Google avrà facoltà di decidere il quantitativo da pagare per ogni iPhone venduto, cifra che in ogni caso non dovrà superare il 2,25% del totale in base alle condizioni FRAND (Fair, Resonable and Non Discriminatory) che regolano i brevetti di tipo essenziale. Più liberamente, invece, Motorola potrà stabilire il risarcimento per i danni causati dal mancato pagamento in precedenza di tali proprietà intellettuali. L'accordo, inoltre, non chiude le controversie relative all'unico brevetto non essenziale rimasto oggetto del contendere in Germania, relativo alle notifiche push delle email. Tuttavia, dato che ormai il caso si è così indebolito, è possibile si arrivi a un accordo anche per quello.

Un segnale di pace che rimarrà unico, oppure aprirà la pista ad altre risoluzioni consensuali? Difficile, molto difficile dirlo, dato che se da un lato si vedono questi piccoli gesti di distensione, dall'altro né Apple né Motorola né tantomeno Samsung sembrano aver intenzione di seppellire l'ascia di guerra. Da parte nostra, continuiamo a pensare che ritornare a una competizione puramente tecnologica e commerciale sarebbe il migliore scenario possibile per il mercato e per noi consumatori. Almeno per un po', però, questo ideale rimarrà non realizzabile, soprattutto se c'è chi dà potenziali nuovi modi per inasprire ulteriormente il conflitto.