A quanti, dall'avanzata degli schermi touchscreen, non è capitato almeno una volta di digitsre la lwttera sbagliata o di invetirne le posizoini? Succede anche con le tastiere normali, figuriamoci su quelle virtuali decisamente più piccole. (Per precisare: gli errori nella domanda iniziale sono stati fatti apposta.) I correttori software cercano poi di fare del loro meglio, o del loro peggio a seconda di come la si vede, per sistemare in qualche modo la situazione. Anche i servizi puramente lato server possono però dare una mano dove possono, come nel caso dell'App Store nel recente report di TechCrunch.

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Fino a pochi mesi fa, l'algoritmo di ricerca del negozio virtuale di Apple faticava pesantemente nel confronto con Google Play, come si può vedere nell'immagine soprastante. Un errore causato dalla fretta o dal posizionamento non accurato del dito come nel caso di "hotwls" poteva portare a risultati disastrosi; tutto l'opposto a Mountain View, che consolava e tuttora consola l'utente comprendendo comunque cosa intendesse e fornendogli i contenuti desiderati. Non in tutti i casi il pronostico è risultato così infausto per l'App Store, comunque. Nel caso di "shoping", altro esempio, è stato fornito un considerevole numero di apps, sebbene lontano dalla cifra vicina al doppio registrata da Google Play.

Da marzo a novembre le cose sembrano essere mediamente migliorate, grazie a cambiamenti introdotti dagli ingegneri software Apple nel motore di ricerca interno. In particolare, le ottimizzazioni appaiono più portate all'interpretazione della parola chiave corretta rispetto alla mera ricerca di quella immessa anche se errata. Ciò spiega tra i tanti il netto calo di "shoping": gli 8.231 risultati prima visualizzati erano frutto di applicazioni che realmente avevano "shoping" nel loro nome; i 2.200 di novembre sono invece quelle relative a "shopping" in quanto l'algoritmo ha proceduto alla correzione automatica. Ciò è potenzialmente un bene per gli sviluppatori, in quanto aumenta la visibilità delle loro app, a prescindere dalla precisione delle dita dell'utente e a scapito di quelle che invece fanno leva proprio sugli strafalcioni virtuali.

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Qualche miglioria è osservabile anche nello Store italiano, sebbene in misura decisamente migliore. Qualsiasi nostro tentativo di storpiare "ristorante" è stato vano, mentre "hotwl" ha effettivamente dato i suoi frutti con risultati attinenti:

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Ma la situazione è davvero così grave a livello di errori umani? Non è detto: a confortarci c'è una ricerca dell'azienda Straply, la quale ha rilevato una bassa percentuale di sbagli almeno sulle ricerche più comuni come quella relativa ad Angry Birds. Oltre il 98% delle volte l'app viene digitata col suo nome corretto.

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Certo, si tratta di un campione rappresentativo, non di una statistica sul totale delle ricerche effettuate, ma l'ottimismo sulla grande maggioranza di "bravi alunni" rimane. Anche qui possiamo eventualmente vedere come si comporta il ritoccato algoritmo dello Store, il quale riesce a cavarsela su alcuni errori, come nel nostro caso dove l'abbiamo volutamente provocato con una a scambiata per s cercando Candy Crush Saga:

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La strada rimane lunga, sono ottimizzazioni fresche di introduzione, sulle quali Google conserverà certamente per un bel po' molta più esperienza, considerato come la ricerca sia il suo pane quotidiano. Nondimeno, è un interessante miglioramento da segnalare, come incoraggiamento per un 2014 ancor più efficiente per l'azienda di Cupertino da questo punto di vista.