Accanto al nuovo MacBook ultrasottile sono arrivati aggiornamenti pure per le famiglie Air e Pro, quest'ultima limitatamente ai 13" (mentre i 15" sono rimasti invariati salvo una spiacevole variazione). Le migliorie più corpose hanno certamente toccato i secondi, con l'introduzione del Force Touch Trackpad insieme ai nuovi dual-core Intel con architettura Broadwell. Le previsioni di gennaio in merito ai modelli di CPU scelti si sono rivelate corrette, non fosse altro che la varietà di opzioni era estremamente limitata; nessun atto di stregoneria, dunque. Ma come se la cavano sul campo? Qualcuno è già riuscito ad avere tra le mani i portatili aggiornati al fine di effettuare le prime misurazioni. I risultati li anticipa il titolo del post.

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Le prove sono state rinvenute sul noto portale/benchmark Geekbench da Macrumors. Il MacBook Air 11" è stato oggetto di due test con differente punteggio: la testata americana si è basata su quello più basso ma come spiegato anche da Primate Labs, l'azienda produttrice di Geekbench, una misurazione subito fuori dalla scatola non è un indice corretto e occorre un breve rodaggio. La seconda prova dal punteggio più alto ci sembra corrisponderebbe maggiormente alla realtà, mostrando in ogni caso un divario tutt'altro che estremo dagli score raggiunti dalla precedente generazione di inizio 2014.

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La situazione è la medesima per la versione da 13", che ho voluto porre a confronto col mio Air Haswell per avere un'idea personale sul potenziale delta. È possibile che un confronto con versioni identiche di Geekbench (3.3.0 vs 3.2.2) e OS X (10.10.3 vs 10.10.2) veda aumentare i valori dell'Air 2015 ma probabilmente non di molto.

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Ve n'è pure per il MacBook Pro da 13", che anzi sembra leggermente soffrire rispetto ai predecessori. Tuttavia crediamo che valga il discorso fatto prima sui test "a freddo" e occorrerebbero nuove misurazioni. Il quadro generale che ne emerge comunque è di un guadagno contenuto, che potrebbe anche venire a vantaggio degli indecisi tra un modello nuovo di zecca oppure uno di quelli appena sostituiti a prezzo scontato, buttandosi su quest'ultimo senza eccessivi rimpianti.

I benchmark ci dicono tutto? No, come abbiamo detto in altre occasioni non permettono di formulare un giudizio davvero completo, che può esserlo solo con una prova quotidiana. I risultati però indicano una potenziale differenza nell'uso limitata se non addirittura quasi impercettibile ai meno attenti. Ma ciò non delude Intel, dal momento che rispecchia perfettamente il quadro previsto per Broadwell: un 4% medio di incremento prestazionale nell'elaborazione generale, privilegiando una gradita riduzione dei consumi. Dove invece rimane curiosità è sugli ambiti grafico e archiviazione, non toccati da Geekbench e sulle cui migliorie vi è la spinta commerciale tanto di Intel quanto di Apple. Avremo pertanto modo di ritornare sull'argomento, soprattutto con prove nostre.

Tutto questo in attesa di mettere sotto torchio da aprile i Core M del MacBook, non certo nati per le grandi prestazioni. I test sui diretti concorrenti con Windows, come il Lenovo Yoga 3 Pro, hanno mostrato una situazione adeguata a un uso senza troppe pretese. Non mancano dei punti misteriosi, come l'incongruenza con le frequenze Turbo della gamma Core M e l'assenza di una versione da 1,3 GHz base, e non possiamo escludere si tratti di personalizzazioni specifiche per l'azienda di Cupertino come già avvenuto in passato. Anche in questo caso non faremo mancare ulteriori approfondimenti.