Move to iOS, ovvero la prima app di Apple sul Play Store di Google, è stata bersaglio di scherno da parte degli utenti Android, che l'hanno affondata con oltre 30.000 recensioni da 1 stella. Ce ne sono anche 9.600 da 5 stelle, ma più che altro si è trattato dell'ennesimo terreno di scontro per quegli utenti che continuano ad alimentare l'inutile guerra iOS vs Android. Dalle nostre parti, invece, proponiamo una linea di pensiero molto più aperta e "saggia", confermata da articoli come Vivere Cross-Platform: dati nel cloud ed app presenti sia su iOS che Android.

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Move to iOS non si può comunque considerare come il primo approccio di Apple nel mondo Android, in quanto si è trattata di una operazione di rebranding della vecchia app Copy My Data, sviluppata inizialmente da Media Mushroom e che ora non viene più aggiornata (è ferma al 2014). Le cose andranno diversamente con l'attesa Apple Music per Android, in quanto gli ingegneri di Cupertino non hanno potuto prendere la vecchia Beats Music cambiando solo la UI. C'è la necessità di integrarsi con i servizi legati al proprio Apple ID, all'iTunes Music Store ed anche il funzionamento dello streaming è diverso. Non è chiaro se Tim Cook abbia messo su un proprio team interno dedicato allo sviluppo su piattaforma Android (magari lo stesso che ha creato l'app Beats Music e che ora fa capo ad Apple) o se si stia affidando ad una software house esterna, ma personalmente credo abbiano optato per la prima strada, visto che con la seconda sarebbero costretti a fornire accesso al "dietro le quinte" dei propri servizi ad un'azienda terza. Inoltre questa potrebbe essere una mossa interessante anche per il futuro, dal momento che l'apertura completa e gratuita dei servizi iCloud a tutti, avvenuta qualche tempo fa, ha dato la possibilità di utilizzare le app Pages, Numbers e Keynote anche a chi non possiede un Mac o un dispositivo iOS, per cui non sarebbe del tutto insensato farne il porting su Android.

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La cosa più interessante, però, è la strada che Apple sembra aver deciso di seguire per la UI. MobileGeeks ha pubblicato degli screenshot della presunta versione di Apple Music per il Play Store, la quale sarebbe attualmente nelle mani di alcuni beta tester. Come si può notare dalle immagini, hanno mantenuto un approccio grafico minimale e sostanzialmente in linea con la versione iOS in termini di contenuti e colori, ma l'interfaccia principale di menu e controlli riprende i dettami principali del Material Design di Google (basta vedere il menu laterale). Non me lo aspettavo, sarò sincero, sopratutto perché BigG fa esattamente il contrario, imponendo il suo stile anche su iOS invece di adattarsi a quello della piattaforma Apple. A rigor di logica mi sembra più sensato ciò che sembra stia facendo Apple, non solo per il rispetto dell'utente e della sua esperienza di uso delle varie app, ma anche perché Move to iOS ha dimostrato che i fan Android sono molto restii ad accettare le app provenienti da quella che è vista come "un'acerrima nemica" e un approccio più rispettoso dell'ecosistema ospitante può essere la giusta chiave per farsi ben volere. Se si guarda la cosa a parti invertite, però, non si può non notare che su iOS le app di Google godono di buona reputazione anche da parte dei fan Apple più sfegatati. Che i veri fanboy, alla fine, non stiano proprio dall'altra parte?