Nel lontano 2010 la Commissione Europea iniziava una complessa indagine nei confronti di Google per abuso di posizione dominante sul mercato comunitario. La tesi sosteneva (e sostiene tutt'ora) che Big G favoriva la piattaforma Google Shopping nei risultati proposti, sfruttando la propria posizione dominante nell'ambito delle ricerche web (circa il 90% del totale in Europa). In questi anni Google pare abbia cercato di limitare conseguenze più gravi accordandosi con l’Unione Europea per una modifica del proprio algoritmo. Verso questa linea d’azione si era mosso il precedente commissario antitrust Joaquín Almunia, che aveva tentato di risolvere la procedura evitando al colosso di Mountain View una sanzione formale.

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La situazione è cambiata nel 2014 con l'arrivo in Commissione di Margrethe Vestager e l’avvento di una linea dura nei confronti della multinazionale. Le indagini infatti si sono intensificate, portando lo scorso anno alla lettera di costituzione in mora con cui si formalizzavano le accuse mosse a Google. Adesso, secondo quanto riportato dal The Telegraph, l'organo starebbe per ufficializzare la sanzione, che dovrebbe raggiungere la cifra record di 3 miliardi di euro. L'importo massimo che la Commissione può richiedere è il 10% del fatturato annuo della società coinvolta: in questo caso, Google rischierebbe fino a 6,6 miliardi di euro.

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La decisione sull’entità della sanzione dovrebbe giungere nelle prossime settimane e quasi sicuramente prima della pausa estiva; a questa si aggiungerà il divieto per Google di continuare a manipolare i risultati di ricerca per favorire i propri servizi a danno dei concorrenti. Dopo l’ufficializzazione della sanzione l'azienda californiana dovrà decidere se adeguarsi o proporre ricorso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Nel frattempo, lo scorso mese gli stessi organi comunitari hanno formalizzato le accuse in un’ulteriore procedura per abuso di posizione dominante riguardo la concessione a terzi del sistema operativo Android. Il commissario per la concorrenza, inoltre, la scorsa settimana ha anticipato che sono in corso accertamenti per verificare se sussistono violazioni anche nell’ambito della ricerca di informazioni su viaggi e mappe. Con queste premesse, si prospetta un periodo difficile per Google, che forse dovrà cominciare ad adeguare il proprio modo di operare a quanto stabilito dalla normativa comunitaria per favorire la libera concorrenza, soprattutto nei settori del mercato in cui sono presenti dei soggetti in posizione dominante.