L'epilogo era nell'aria. Così come nel 2013 sembravano ormai passati i fasti della vecchia Nokia, quest'anno è stato il turno di BlackBerry. L'azienda di Waterloo, Canada, per diverso tempo ha goduto proprio come la rivale finlandese di un dominio sul mercato. Se nel caso di Nokia si trattava del settore consumer, per BlackBerry era l'enterprise il mondo in cui furoreggiava, grazie alla pratica tastiera QWERTY fisica. L'avvento dell'iPhone dal 2007 e la successiva ascesa di Android hanno segnato il declino di un colosso simbolo non solo di produttività, ma anche di denaro, successo e tendenza. Una decade fa possedere un telefono BlackBerry significava aver compiuto un grande passo in avanti nella propria carriera lavorativa e/o nella vita privata. Dopo il fallito tentativo di rilancio col sistema operativo BlackBerry 10 e un tardivo abbraccio alla piattaforma Android, il gruppo guidato da John Chen ha oggi annunciato la svolta finale: non progetterà più direttamente nuovi dispositivi.

blackberrydtek50

La mossa presenta ancora parallelismi con la vicenda Nokia, che per il suo rientro nel mercato smartphone ha optato per la stessa strategia di fondo, ossia concedere in licenza marchio e brevetti a un'azienda terza. È nei dettagli che risiedono le differenze tra i due percorsi: se Nokia ha optato per affidare il compito progettuale alla sola HMD Global (che a sua volta coopererà con Foxconn per la parte produttiva), BlackBerry intende licenziare il brand a più società. Il primo accordo è stato stipulato con una nuova azienda indonesiana a partecipazione sia pubblica sia privata, BB Merah Putih. Essa potrà realizzare, produrre e commercializzare dispositivi targati BlackBerry in Indonesia, paese in cui permane un buon attaccamento al marchio. Non ci sono altre collaborazioni annunciate, ma una delle maggiori indiziate per il futuro potrebbe essere TCL/Alcatel, già alla base dello smartphone DTEK50. Un'altra differenza rispetto all'approccio Nokia è la voce in capitolo nella progettazione: se il colosso finnico avrà un posto in consiglio d'amministrazione in HMD e potrà influenzare le decisioni, nel caso di BlackBerry sembra si opti per una indipendenza pressoché totale del partner scelto, con l'apporto canadese limitato al software, anch'esso concesso in licenza per la preinstallazione.

Il software, appunto. Sarà alla base della nuova BlackBerry, che punterà soprattutto a vendere pacchetti di servizi in ambito aziendale come BES (BlackBerry Enterprise Services) e affacciarsi sull'ambito prosumer tanto con la messaggistica BBM quanto con la suite omnicomprensiva Hub+. Nondimeno, consegnando ad altri la parte hardware Chen potrà ottenere un sensibile taglio dei costi interni, dando sollievo a una situazione finanziaria ancora sofferente. Vedremo se questa trasformazione porterà i suoi frutti. Per la storia e anche a favore di un sano mercato competitivo ci auguriamo di sì.