Pochi giorni dopo l'uscita degli iPhone 7, avevamo visto come un test condotto da una pubblicazione di settore dimostrasse migliori prestazioni di rete per gli esemplari dotati di chip Qualcomm rispetto a quelli con Intel. La necessità del doppio fornitore è da ricercarsi soprattutto nella particolarità di alcuni mercati, in primis proprio quello americano: il chip Intel XMM non dispone infatti del supporto alle reti CDMA degli operatori Verizon e Sprint, che invece la serie X12 di Qualcomm offre. Ulteriori indagini, riportate da Bloomberg, avrebbero fatto però emergere una curiosa situazione negli iPhone a cura Qualcomm, con le performance che non arrivano al massimo ottenibile.

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Tale comportamento è stato ravvisato dai ricercatori dell'azienda Twin Prime soprattutto nei modelli destinati a Verizon. Benché continuino a mostrare maggiori velocità di download se comparati ai modelli con chip Intel destinati alla rivale AT&T, la differenza non è così marcata rispetto quanto potrebbe davvero essere. A provare ciò è il fatto che le prestazioni sono quasi la metà di quelle raggiunte da un Samsung Galaxy S7 col medesimo chip Qualcomm. Un divario troppo marcato per pensare a semplici questioni progettuali. Ecco dunque aprirsi la possibilità più accreditata, ovvero che le unità dotate di chip X12 siano state limitate in modo voluto da Apple.

Questa ipotesi è stata ulteriormente corroborata da Recode, citando fonti interne all'azienda guidata da Tim Cook. Alla base di questa scelta vi è un motivo commerciale alquanto semplice: non far sfigurare i modelli Intel. Con un accordo di fornitura al suo primo atto pratico, mostrare una forte superiorità della variante Qualcomm non è solo cattiva pubblicità nei confronti del colosso di Santa Clara, ma anche per la stessa Apple, che implicitamente suggerirebbe così di non aver scelto il partner giusto come principale. A questo discorso si aggiungono gli operatori telefonici: come potrebbe Apple giustificare non solo ad AT&T e T-Mobile, ma anche a gran parte dei gestori globali, il dare loro una versione più debole dal punto di vista tecnico? Con la limitazione adottata a livello firmware, invece, fa sì che le varie parti coinvolte possano giocare ad armi pari o quasi, lasciando una differenza apparentemente più fisiologica. Per una volta, insomma, tutti contenti. Eccetto forse quegli utenti Verizon e Sprint che avrebbero voluto spremere fino in fondo la rete 4G del loro operatore, ma le loro eventuali rimostranze non saranno affare di noi italiani.