Lo scorso anno la Commissione Europea ha chiesto all'Irlanda di riscuotere da Apple ben 13 miliardi di euro per imposte non pagate a causa del regime fiscale estremamente vantaggioso di cui gode (per i dettagli vi rimando a questo mio post). Anche se l'Irlanda ed Apple hanno appellato la decisione della Commissione a dicembre, solo ora la società ha dedotto i 14 motivi su cui si basa la propria opposizione, pubblicandoli nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea.

"La Commissione ha commesso degli errori fondamentali non riconoscendo che le attività oggetto della contestazione, quali lo sviluppo e la commercializzazione delle proprietà intellettuali della società sono gestite e controllate dagli Stati Uniti e non dall'Irlanda". Per la società l'ente europeo non "ha inteso che le filiali irlandesi amministrano solo processi di routine e non sono coinvolte nella gestione dei diritti di privativa, centrali per gli affari della società".

Inoltre, la Commissione "ha esercitato funzioni che non le competono, tentando di ridisegnare il quadro fiscale irlandese, eccedendo, così i poteri concessi dal Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea".

Sarà interessante seguire lo svolgimento della vicenda e, soprattutto, vedere se la Corte di Giustizia Europea si pronuncerà in favore di Cupertino o della Commissione. Ad ogni modo, il giudizio potrebbe svolgersi in due anni e, secondo alcuni, la questione potrebbe essere definita prima in via transattiva, anche se, credo, che non sia questa la strada che voglia intraprendere la società né tantomeno il governo irlandese. Infatti, un accordo tra le parti potrebbe aprire la strada a contestazioni anche ad altri player che hanno la propria sede legale in Irlanda, Stato che non potrebbe più offrire un sistema fiscale altamente concorrenziale e, quindi, perdere di appeal.