Più passano i mesi, più una nuova generazione di iPhone si avvicina, più aumentano le indiscrezioni (verosimili e non). Ci si attende, almeno per la variante top, un aspetto edge-to-edge per lo schermo, in maniera non molto dissimile da quanto Samsung ha fatto per il Galaxy S8. Ciò necessita di un ripensamento non solo nel design esteriore, ma anche nella disposizione dei componenti interni, Touch ID in primis. A tal proposito la maggior parte dei rumor ha puntato sul suo piazzamento sotto lo schermo: non è però da intendersi alla maniera attuale, dove l'intera area è fisicamente posizionata nella parte inferiore del dispositivo, bensì all'inclusione nello strato subito sottostante il vetro anteriore insieme al pannello principale IPS/OLED. Vi sono già alcuni dispositivi che adottano un approccio del genere, come Xiaomi Mi5s e Huawei P10; pure Samsung ci aveva pensato per l'S8 prima di dover ripiegare su un più comune posizionamento posteriore. Stando alle ultime soffiate, Apple rischia di essere davanti alle stesse difficoltà della grande rivale coreana.

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Interpellato da MacRumors, l'analista Timothy Arcuri cita proprie fonti all'interno degli ambienti produttivi nel sostenere come i sensori d'impronte che si stanno sviluppando in quel di Cupertino per il futuro iPhone non starebbero facendo i progressi sperati, rendendo poco praticabile il collocamento sotto al display. Non vi sarebbe particolare entusiasmo nella prospettiva di ricorrere a un fornitore terzo, come Qualcomm (ormai ai minimi termini con Apple, come dimostra la contro-citazione di ieri) o Synaptics (che però intanto rischia di perdere la commessa sui trackpad), pertanto la soluzione verrebbe comunque cercata in casa. Si delineerebbero tre potenziali scenari: il primo sarebbe la rimozione totale del Touch ID a favore di metodi come il riconoscimento facciale, che però non risultano altrettanto sicuri; il secondo invece prevederebbe di seguire le orme dell'S8, ponendo il sensore sul retro, magari in una posizione più comoda; il terzo, infine, vedrebbe il modello edge-to-edge annunciato insieme agli aggiornamenti per i modelli "canonici" da 4,7 e 5,5 pollici, ma venduto più in là rispetto questi ultimi.

Ricordandoci in ogni caso che stiamo ragionando sulla base di indiscrezioni senza alcuna ufficialità, proprio quest'ultimo potrebbe risultare il compromesso più accettabile per Apple. È già accaduto più volte nella sua storia che presentasse prodotti, hardware e software, destinati ad uscire anche alcuni mesi dopo. Questo "alcuni" ipotizzato qui dovrebbe tuttavia essere rimpiazzato durante l'evento di presentazione da una cifra più definita: se la produzione di massa tardasse troppo, non solo la mela potrebbe giocarsi l'importante periodo natalizio ma anche l'eventuale effetto sorpresa/novità nei confronti delle rivali, che nel frattempo starebbero già dando gli ultimi tocchi alle contromisure del 2018. Stando ad Arcuri, il mese limite per completare i lavori sul Touch ID senza impattare sui cicli produttivi è proprio il prossimo, maggio. O la va o la spacca.