Microsoft BUILD: andata. Google I/O: andata. Entrambe hanno mostrato le prossime evoluzioni dei loro sistemi operativi, e ora la palla passa all'ultima (in ordine temporale) della "Santa Trinità Informatica", ovvero Apple. La WWDC 2017 è ormai dietro l'angolo, con gli utenti di iOS e macOS in attesa di novità importanti. Soprattutto il primo, che deve affrontare un delicato compito, ovvero passare dalle parole ai fatti. iOS è un sistema operativo maturo, molto ben realizzato e curato per quel che riguarda l'iPhone, un po' meno invece sugli iPad. Gli ultimi movimenti davvero rilevanti per loro sono arrivati con iOS 9, due anni fa. Interventi una tantum che non bastano, se in quel di Cupertino vogliono proporli, specialmente i due modelli Pro, come sostituti tout court dei PC tradizionali.

In questo contesto di speranza per iOS 11, s'inseriscono gli ottimi concept realizzati da Federico Viticci su MacStories. Da utente (quasi) a tempo pieno di iPad, ha pensato in modo ragionato alle possibilità in cui il nuovo sistema potrebbe apportare vantaggi ai tablet di Cupertino. Tutte le ipotetiche funzionalità descritte sono molto interessanti: il drag'n'drop a livello di sistema, la mensola (Shelf) da utilizzare come una sorta di piccolo desktop dove riporre temporaneamente degli specifici elementi, una modalità Split View più avanzata che permetta di lanciare una qualsiasi applicazione nella parte dello schermo ancora libera e non solo quelle già aperte, una variante specifica del Finder votata espressamente alla gestione centrale dei file nei servizi cloud e nelle singole app. È la cura nei dettagli che distingue questi concept da altri più generali. Viticci ha ben studiato l'esperienza d'uso che avrebbero tali feature, rispettando la natura touch-first di iOS e lo svincolo dai paradigmi tradizionali, cui invece deve sottostare il fratellone macOS. Tutto quanto è perfettamente realizzabile, senza eccessi d'immaginazione che porterebbero a pensieri più improbabili.

Vengono poi citate tante altre potenziali migliorie grafiche e funzionali, ma da sole già quelle citate permetterebbero all'iPad un notevole salto di qualità. Ovviamente, tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, perciò tutto potrebbe diventare realtà così come niente: si spera che tutti i messaggi, non solo di Viticci ma quelli di tantissimi utenti iPad, arrivino forti e chiari ad Apple. Anche perché le dirette rivali non stanno certo ad aspettare. La fiducia su un'evoluzione pro di iOS c'è ancora, rafforzata da mosse come l'acquisizione di Workflow, plausibile preludio all'arrivo di Automator sugli iDevice. Non ci resta che attendere il 5 giugno, tenendo nel frattempo gli occhi aperti su eventuali spoiler targati dal solito Gurman. Concludiamo con l'invito sia a leggere l'approfondito post originale (in inglese) sia a guardare il loro video sottostante, che mostra in che modo i concept prenderebbero vita.