Apple e il Governo irlandese avrebbero raggiunto un accordo di massima per fronteggiare la causa contro la Commissione Europea sul pagamento delle presunte tasse non versate. Il ministro delle finanze Paschal Donohoe, infatti, ha annunciato che la società è disposta già da oggi a versare i 13 miliardi contestati dall'UE su un conto di garanzia, di modo che se la Corte Europea dovesse annullare la decisione della Commissione, Apple possa riappropriarsene. In caso contrario, quanto depositato (o una sua parte, qualora la Corte determinasse il pagamento di una cifra inferiore) sarebbe inviato all'Irlanda. Dal canto suo, la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager ha dichiarato che se l'Irlanda dovesse recuperare da Apple quanto contestato, la procedura di infrazione verrebbe chiusa immediatamente.

La questione degli accordi fiscali (conosciuti anche con il nome inglese di tax ruling) è quanto mai controversa, come spiegavo in questo mio articolo di qualche tempo fa: se, da un alto, sono incoraggiati dalla stessa Commissione, dall'altro potrebbero apparire come degli aiuti di Stato, rigorosamente vietati dai trattati istitutivi dell'Unione. La decisione della Corte Europea (che dovrebbe arrivare il prossimo anno) sarà quindi determinante non solo per Apple e l'Irlanda, ma anche per gli equilibri finanziari dell'UE, visto che, qualora dovesse qualificare questo tipo di accordi fiscali come un aiuto da parte degli Stati membri, dovrebbero rivedersi le posizioni delle grandi multinazionali come Google, Facebook, Microsoft, FCA e altre che hanno stabilito o trasferito le proprie sedi legali in Paesi in cui la tassazione è decisamente favorevole.