Mentre i TV Ultra HD si sono ormai diffusi in tutti i centri commerciali, i contenuti con tale risoluzione sono ancora praticamente inesistenti. Nel digitale terrestre di prima generazione (DVB-T) la banda è sufficiente solo per il Full HD e bisognerà attendere l'arrivo del DVB-T2 per poter fare il salto di qualità. Tuttavia le sue specifiche non sono ancora completamente codificate, per cui la diffusione potrebbe tardare parecchio. Le cose non sono diverse per il digitale, perché Sky non potrà trasmettere in Ultra HD prima del 2016/17 con l'arrivo del DVB-S2. Vista l'attuale tendenza è facile immaginare che sarà proprio Sky la prima a trasmettere in Ultra HD in Italia, ma l'attesa è ancora lunga e richiederà uno sforzo importante anche sul fronte della creazione di contenuti. Alcuni servizi di streaming, come Netflix, hanno annunciato futuri contenuti in Ultra HD, ma c'è sempre il limite della banda a gravare pesantemente (almeno in Italia).

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A dare un senso ai TV in ultra alta definizione potrebbero essere per primi i BluRay, visto che la BDA (Blu-ray Disc Association) ha confermato le specifiche preliminari di un nuovo standard che dovrebbe vedere la luce entro la fine 2015. I nuovi Ultra HD Blu-ray (il nome non sarà necessariamente questo) utilizzeranno la codifica HEVC e saranno distribuiti in due tagli: 66GB a doppio strato e 100GB a triplo strato. La risoluzione supportata sarà 3840 x 2160 pixel, con un frame rate che potrà raggiungere anche i 60 fps (come nelle versioni HFR d Lo Hobbit). Il transfer rate sarà superiore a 100Mbps, sufficiente per un buon flusso dati in Ultra HD. Al CES 2015 Panasonic ha presentato un primo prototipo di lettore Blu-ray con questa definizione, ma si basa sulle specifiche preliminari per cui non dovrebbe neanche arrivare sul mercato. A quanto pare però la tecnologia è già disponibile, si tratta solo di concludere le specifiche per dare il via a questo nuovo step dei supporti ottici. Il problema però è anche i film dovranno essere girati ed elaborati in 4K, altrimenti il vantaggio di questa nuova tecnologia finirà per essere vanificato.

Maurizio Natali

Titolare e caporedattore di SaggiaMente, è "in rete" da quando ancora non c'era, con un BBS nell'era dei dinosauri informatici. Nel 2009 ha creato questo sito nel tempo libero, ma ora richiede più tempo di quanto ne abbia da offrire. Profondo sostenitore delle giornate di 36 ore, influencer di sé stesso e guru nella pausa pranzo, da anni si abbronza solo con la luce del monitor. Fotografo e videografo per lavoro e passione, seguimi su Instagram

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