Huawei, Trump annuncia il ritiro del ban: a breve potrà tornare a commerciare con le aziende statunitensi

Tutto è bene quel che finisce bene. Ci si aspettava che presto o tardi la situazione attorno al ban di Huawei si sarebbe chiarita auspicabilmente in modo positivo e così è stato. Nel corso della riunione del G20 che si sta tenendo ad Osaka, in Giappone, Donald Trump ha confermato che le sanzioni commerciali imposte sul colosso cinese, che al momento erano già state sospese fino ad agosto, saranno a breve completamente rimosse.

Il tutto rientra in realtà nel più ampio spettro delle trattative commerciali tuttora in corso tra USA e Cina per porre fine alla guerra dei dazi (ambo le parti, naturalmente, sperano di riuscirci a proprio favore). Trump e Xi Jinping hanno raggiunto una nuova tregua nelle offensive reciproche per riaprire i complessi negoziati. Apparentemente, una delle condizioni che il presidente cinese avrebbe richiesto per riportare le discussioni in un clima più sereno sarebbe stato un annullamento, o quantomeno un corposo allentamento quasi a vanificarlo, del ban su Huawei, cosa su cui la Casa Bianca alla fine si è ritrovata d'accordo. Trump ha riconosciuto l'importanza dell'azienda di Shenzhen per molte realtà americane sue clienti e/o fornitrici, Google in primis ma non solo, e conscio dei prevedibili impatti che avrebbe avuto il ban sulla loro operatività, oltre a quella di Huawei, ha optato per la strada più amichevole nel risolvere la questione. Finché non si tratterà di un ambito che possa coinvolgere la sicurezza nazionale, non saranno posti ostacoli dall'amministrazione.

Una parola fine forse già scritta, che tanti si aspettavano. Magari gli operatori telefonici statunitensi andranno per sicurezza nel breve-medio futuro ad acquistare componentistica di rete da altre società non cinesi, come Ericsson, Nokia o Samsung, ma lato utenti finali la notizia fa senz'altro tirare un sospiro di sollievo. Huawei potrà continuare ad utilizzare e preinstallare sia Android sia le app Google, così come Windows nei suoi PC, e realizzare prodotti con tecnologie occidentali, come il Bluetooth e le architetture ARM. Al momento l'azienda risulta ancora nella "entity list", tra le sanzionate, ma è sola questione di tempi tecnici dovuti al weekend. Questione di qualche giorno e tutto sarà risolto. Almeno fino al prossimo ripensamento di Trump, motivo per cui Huawei continuerà senz'altro a tenere il suo Ark OS vivo e vegeto in caso di necessità.

Giovanni "il Razziatore"

Deputy - Ho a che fare con i computer da quando avevo 7 anni. Uso quotidianamente OS X dal 2011, ma non ho abbandonato Windows. Su mobile Android come principale e iOS su iPad. Scrivo su quasi tutto ciò che riguarda la tecnologia.

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