Precoce dipartita di Rosetta 2 in macOS 11.3: errore, strategia o necessità?

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La questione merita una repentina menzione: seppure non ci sia ancora certezza delle cause, Apple ha rimosso Rosetta 2 dalla terza beta per sviluppatori del prossimo macOS 11.3 in alcuni paesi. Ne dà notizia MacRumors ma se ne trova riscontro anche nel forum Apple.

Rosetta 2 è l'interprete che offre la possibilità di eseguire software x86-64 sui Mac con Apple Silicon ed è un elemento cruciale nella transizione attualmente in corso. È proprio grazie alla sua efficienza che molti utenti stanno passando alle macchine con M1 seppure non tutte le app siano già native. Per questa ragione ritengo assolutamente improbabile che la rimozione di questo importantissimo componente sia voluta e faccia parte della strategia di Apple. Ricordo infatti che l'azienda ha appena iniziato l'aggiornamento dei suoi computer e che la maggior parte di quelli in vendita sono ancora basati sulle CPU di Intel. La dipartita di Rosetta 2 in questo momento sarebbe a dir poco prematura e controproducente, sia per Apple che per i suoi utenti. Dunque ho ipotizzato nel titolo alcuni dei possibili scenari che giustifichino una tale scelta.

Potrebbe trattarsi di un semplice errore, ma la presenza del popup mi pare denoti la volontarietà della scelta. Mi sembra altresì improbabile che si tratti di una strategia intenzionale dato che, come ho già detto, Rosetta 2 è ancora essenziale in questo momento della transizione. Secondo alcune voci potrebbe anche essere un test localizzato, ma è impensabile che uno "scherzetto" tale avvenga ora e senza preavviso date le negative ripercussioni. A mio avviso la cosa più probabile è che si tratti di improvvisa necessità.

In passato Intel aveva annunciato delle ostilità nei confronti di Qualcomm e Microsoft per i loro emulatori ARM/x86-64 ed è lecito che la presunta violazione di brevetti possa essere estesa al lavoro fatto da Apple su Rosetta 2. È pur sempre un'ipotesi ma è facile che nelle prossime ore arrivino maggiori dettagli per far luce sull'argomento. Non è neanche chiaro per ora in quali paesi si stia presentando il problema e non è detto che rimanga anche nella versione finale per cui sarà fondamentale seguire la vicenda, soprattutto se si possiede un Mac con M1 e la propria attività si basi in tutto o in parte sulla presenza di questo importante interprete.

Maurizio Natali

Titolare e caporedattore di SaggiaMente, è "in rete" da quando ancora non c'era, con un BBS nell'era dei dinosauri informatici. Nel 2009 ha creato questo sito nel tempo libero, ma ora richiede più tempo di quanto ne abbia da offrire. Profondo sostenitore delle giornate di 36 ore, influencer di sé stesso e guru nella pausa pranzo, da anni si abbronza solo con la luce del monitor. Fotografo e videografo per lavoro e passione, seguimi su Instagram

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