Tra i contenuti multimediali che hanno preso piede a partire dalla scorsa decade, si annoverano sicuramente i podcast. Il loro nome è testimonianza di quanto Apple, con l'iPod, abbia svolto un ruolo influente nello sviluppo di questo ambito. Migliaia di serie per tutti i gusti (tra cui non possiamo non ricordare quelle di nostra partecipazione, SaggioPodcast e PixelClub), con numerose app, inclusa quella nativa di iOS, ad aiutare l'utente per il download, l'ascolto e la gestione degli episodi. Per quanto possa non sembrare a causa delle maggiori attenzioni verso lo streaming musicale, Apple continua a essere interessata ai podcast, affermazione fatta a più riprese da Eddy Cue. Non tutti però sembrano pensarla allo stesso modo.

podcastapp

Il New York Times riporta infatti di un incontro tenutosi a Cupertino tra i membri del team di Podcast e 7 dei più importanti podcaster USA presenti sul servizio per discutere dell'andamento del servizio nonché di potenziali migliorie future. Invitati a esporsi francamente, tutti sono stati concordi su quella che è ritenuta la principale mancanza, ovvero la difficoltà di monetizzare le proprie serie. Ciò non è inteso tanto come una richiesta per implementare un supporto per podcast a pagamento, quanto l'accesso ai dati riguardanti gli ascoltatori, al fine di ottimizzare le inserzioni pubblicitarie con campagne e committenti più mirati. Negli uffici di One Infinite Loop dispongono di questi dati, ma sinora non li hanno condivisi con gli autori di podcast né sembrano essere intenzionati a farlo. Oltre a ciò, i metodi di promozione delle serie sulla piattaforma e sui social network sono ritenuti inadeguati, costringendo addirittura a "corteggiare" un impiegato Apple al fine di poter raggiungere lo scopo.

Nessuna promessa di risoluzione da parte di Apple, ma le richieste non sono comunque rimaste inascoltate: subito dopo la riunione coi podcaster, ne è seguita un'altra a porte chiuse tra Eddy Cue e i dipendenti. Situazioni su cui l'azienda è chiamata a porre rimedio, in modo da non perdere la sua posizione dominante. Col rientro in gioco di Google, la presenza di altri nomi noti come Spotify e l'avvicinamento nel settore anche da parte di Amazon col suo servizio di audiolibri Audible (che peraltro debutterà ufficialmente in Italia dall'11 maggio), la concorrenza inizia a non mancare affatto. Vedremo se il futuro riserverà novità per la piattaforma Apple Podcast, sperando non restino limitate al solo territorio americano.