La bagarre scoppiata tra Apple e Qualcomm non accenna a fermarsi, anzi dà l'impressione di poter superare molto presto in importanza quella che la mela ha avuto, e in parte ancora ha, con Samsung. Nonostante i CEO da ambo le parti non disdegnerebbero il raggiungimento di un accordo extragiudiziale, nei fatti si sta avverando lo scenario più negativo tra quelli prospettati da Tim Cook, con una guerra legale senza esclusione di colpi. Dai brevetti si è passati ora ad accuse ben più gravi, con Qualcomm che contesta ad Apple non solo la rottura degli accordi di licenza ma anche quello che sarebbe di fatto un trafugamento di segreti industriali, come riporta Bloomberg.

Stando alla nuova causa depositata dal noto produttore di chip, Apple avrebbe fornito ad Intel l'accesso non autorizzato ai software di rete Qualcomm necessari all'integrazione dei modem nell'iPhone. In aggiunta a ciò, Apple non avrebbe permesso verifiche sul corretto uso di tali software ed alcuni ingegneri Intel sarebbero stati coinvolti in copia conoscenza in scambi di email confidenziali riguardanti specifiche tecnologie Qualcomm. Accuse piuttosto gravi, se si riveleranno vere, e che potrebbero pure portare ad uno scontro diretto in tribunale tra i due colossi dei processori qualora Intel avesse tratto effettivo vantaggio tecnico-commerciale dalla situazione.

Qualsiasi speranza residua di ricomporre la frattura sembra essere scomparsa e, a prescindere dall’eventuale vittoria legale, Qualcomm rischia di uscirne non benissimo. Guardando al breve termine, si alzano le probabilità che i rumor riguardanti il passaggio di Apple ai chip di rete MediaTek si tramutino in realtà. L'azienda taiwanese è proprio la seconda nel settore per quote di mercato e sarebbe senz'altro lieta di veder lievitare i suoi profitti occupandosi della fetta di iDevice non in mano ad Intel. Verosimilmente non ci saranno reazioni "di pancia", ovvero una transizione immediata per i dispositivi già in produzione: ammesso che Apple abbia verificato negli scorsi mesi, se non anni, sotto forma di prototipi la possibilità di abbracciare MediaTek, cambiare fornitore all'improvviso rappresenterebbe un rischio troppo elevato da correre. Se ne parlerà eventualmente per i prodotti che verranno rilasciati dal prossimo anno. Sempre che Cook e soci non decidano per la strada del fornitore unico, ora che Intel dispone pure di modem per le reti CDMA.

Il vero problema di Qualcomm sarebbe però nel lungo termine, dato che l'intero settore mobile sembra essersi compattato dietro questa lite. Un report di Bloomberg pubblicato ad inizio ottobre ha rivelato come anche Samsung sia stata coinvolta nella disputa, supportando Apple nelle sue rimostranze contro Qualcomm presso l'antitrust coreano, sfociate poi in una multa per abuso di posizione dominante. Sempre Samsung, insieme ad altre aziende come Google, Intel e Microsoft, ha depositato lo scorso luglio un comunicato presso l'ente americano ITC affinché non accogliesse la richiesta avanzata da Qualcomm di bloccare l'importazione degli iPhone. Il nemico del mio nemico è mio amico, si suol dire, ed ecco come le due storiche rivali si sono ritrovate stavolta dalla stessa parte della barricata. C'è di più: gli ultimi risultati finanziari di Qualcomm hanno segnalato un'altra azienda che avrebbe cessato il pagamento delle licenze e i sospetti di alcuni analisti ricadono su Huawei. Per ora nulla di certo, solo ipotesi, ma in effetti il colosso cinese è, dopo Apple e Samsung, l'unica altra realtà in grado di generare impatti considerevoli su questo fronte. Le tre prime della classe potrebbero quindi di fatto essere al timone di una vera e propria rivolta nel networking, destinata a causare grattacapi non di poco conto in quel di San Diego.