Sette nuovi portatili Apple in arrivo: sarà già arrivata l'ora del nuovo MacBook Pro?

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Apple ha aggiornato i MacBook Pro alcune settimane fa, introducendo CPU Intel Core di ottava generazione nei 13" e di nona nei 15", ma senza modificare molto altro. C'è una tastiera migliorata, almeno nei materiali, però la sostanza del computer è rimasta la stessa. Dal case allo schermo, considerando anche connessioni e tutto il resto. Questo genere di update di metà corso possono sembrare deludenti ma in realtà sono importantissimi. Quando capita di saltarne uno o due ci si trova improvvisamente con hardware vecchio venduto al prezzo degli anni precedenti, diventando meno appetibile in un mercato sempre più competitivo. La nuova generazione è stata anche affinata in termini energetici da Intel e da Apple stessa per ottenere un profilo termico più sostenibile negli i9, ma quando gli update sono abbastanza frequenti è inevitabile che i vantaggi prestazionali tra un modello e quello immediatamente successivo si assottiglino. È un gioco di equilibri in cui comunque la cosa migliore è che ci sia questa attenzione a mantenere i computer al passo coi tempi.

Tuttavia quando ho parlato dei MacBook Pro 2019 li ho voluti definire modelli appena nati ma già prossimi al tramonto. La linea attuale è stata lanciata nel 2016 ed è ancora moderna, ma sta invecchiando male nei contenuti. Di solito le prime generazioni di un nuovo design sono le peggiori mentre le ultime rasentano la perfezione, ma non è questo il caso. I difetti del prodotto sono infatti rimasti pressoché invariati, tra cui la tastiera a farfalla che ancora si rompe troppo facilmente (questa nuova è già inclusa nel programma di richiamo), cavi flessibili del display inclini a danneggiarsi, pop dalle casse durante le attività intensive, areazione non adeguata alle CPU più prestanti. Nulla di tutto ciò è insormontabile, perché Apple riconosce i difetti e li ripara anche fuori garanzia (fino ad un certo limite di tempo) e per la scelta delle CPU basta evitare di andare sulla più potente, visto che si paga di più ma non va effettivamente meglio a pieno carico (o comunque in misura davvero minima). Ci sono tuttavia i segnali di un nuovo refresh alle porte, anche se non credo che sarà una cosa rapida.

Qualche mese fa si è iniziato a parlare di un nuovo display Apple e del ritorno del MacBook Pro 17", ma poco più avanti si è saputo che solo lo schermo sarebbe arrivato in breve tempo. Così è stato, infatti, ed abbiamo potuto vedere il Pro Display XDR nella recente WWDC 2019, mentre per il portatile più professionale dell'attuale 15,4" si deve ancora attendere. Personalmente immaginavo che Apple avrebbe iniziato dal più grande, introducendo delle variazioni strutturali e qualche ritocco estetico, allargando poi il nuovo design anche ai tagli più piccoli nei mesi a seguire. Il recente ritrovamento di MacRumors, però, potrebbe suggerire qualcosa di diverso.

Apple ha infatti registrato 7 nuovi codici prodotto nell'Eurasian Database, che fanno riferimento ad altrettanti computer portatili. Per chi non avesse dimestichezza con quanto detto, basti ricordare che a gennaio sono stati rinvenuti nel medesimo archivio della Commissione Economica Eurasiatica i codici prodotto dei nuovi iPad che Apple ha presentato solo due mesi dopo. Probabilmente non saranno tutti MacBook Pro, questi, ma anche considerando il refresh dei MacBook (2017) e magari quello degli Air (2018), sarebbe difficile superare i 4 modelli. Dunque o presenteranno tre varianti del nuovo MacBook Pro 17" (che tecnicamente potrebbe essere un 16,5") oppure potremmo avere sorprese anche per il resto delle linea (se saltassero gli Air, ad esempio, ci sarebbe spazio anche per i codici di 13" e 15"). In tutti i casi è quasi impossibile che si ripeta la stessa tempistica vista con gli iPad e che trascorrano solo due mesi fino all'arrivo sul mercato di questi computer. Questa volta c'è la flessione estiva di mezzo e anche il rientro col botto che tipicamente riguarda i nuovi iPhone. Tuttavia nello scenario autunnale avremo quasi sicuramente delle novità sul fronte portatili e magari i rumor da qui in avanti sapranno fare maggiore chiarezza su cosa aspettarsi veramente.

Maurizio Natali

Titolare e caporedattore di SaggiaMente, è "in rete" da quando ancora non c'era, con un BBS nell'era dei dinosauri informatici. Nel 2009 ha creato questo sito nel tempo libero, ma ora richiede più tempo di quanto ne abbia da offrire. Profondo sostenitore delle giornate di 36 ore, influencer di sé stesso e guru nella pausa pranzo, da anni si abbronza solo con la luce del monitor. Fotografo e videografo per lavoro e passione, seguimi su Instagram

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